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Piazza Affari chiude in moderato ribasso, forti vendite su Mps

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Piazza Affari ha chiuso in moderato ribasso con i volumi che risentono dell’avvicinarsi delle festività natalizie. Su listino milanese i riflettori sono maggiormente rivolti verso Siena, dove si profila l’intervento dello Statio, mentre Mediaset ha continuato a salire aggiornando i massimi del 2016. A Wall Street gli indici si muovono poco sotto la parità, con il Dow Jones che resta comunque molto vicino alla soglia dei 20.000 punti, livello mai toccato nella storia. Questa mattina i listini asiatici si sono mossi in ordine sparso con la piazza di Tokyo che ha chiuso in leggero ribasso (Nikkei -0,26%). In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha chiuso la seduta con un ribasso dello 0,16% a 19.215 punti.

Tonfo di Mps (-12,08% a 16,30 euro) nel giorno in cui si conclude la conversione del bond retail, mentre la finestra degli investitori resterà aperta fino a domani pomeriggio. L’aumento di capitale si starebbe per concludere con un flop e all’orizzonte non si scorgono i famigerati anchor investor. Si fa quindi sempre più concreto il salvagente pubblico, con i vertici del Monte attesi in un incontro al Tesoro. Nel resto del comparto la debolezza si è sentita su Banco Popolare (-0,33% a 2,452 euro) e Popolare di Milano (-0,41% a 0,384 euro). Ben comprate invece Ubi Banca (+1,96% a 2,812 euro) e FinecoBank (+1,86% a 5,48 euro), con quest’ultima che è stata inserita tra i titoli “best picks” per il 2017 dagli analisti di Equita.

Ancora in luce Mediaset (+2,84% a 4,566 euro) dopo essere volata ieri con un balzo di oltre 23 punti percentuali. A sostenere l’exploit la continua salita di Vivendi, arrivata a circa il 26% del capitale del Biscione, ormai ad un passo dalla soglia che farebbe scattare l’obbligo di Opa. Infine da segnalare Luxottica (+0,10% a 51,20 euro) con gli analisti di Equita che si aspettano un’accelerazione della crescita del gruppo a partire dal 2017 “grazie alle iniziative intraprese quest’anno, al beneficio dei cambi e al M&A”. Nel dettaglio gli esperti hanno alzato le stime di eps 2017-2019 del 4-6% per riflettere “i cambi attuali e in particolare il rafforzamento del dollaro, l’acquisizione del retailer ottico Salmoiraghi & Viganò, un tax rate migliore dal 2018”.