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Piazza Affari chiude in moderato ribasso alla vigilia della Bce, Yoox protagonista

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Piazza Affari ha chiuso in lieve ribasso una seduta attendista alla vigilia della riunione della Bce, che dovrebbe mettere misure significative per ampliare il suo piano di quantitative easing. A supportare le attese del mercato il dato odierno sull’inflazione europea, che a novembre ha mostrato un incremento annuo dello 0,1%, sotto le stime che indicavano +0,2%. Il dato “core”, quello calcolato al netto delle componenti più volatili, ha segnato un +0,9%, contro il +1,1% di ottobre e del consensus. Anche negli Stati Uniti è arrivato un segnale che rafforza le attese di un rialzo dei tassi da parte della Fed nella riunione del 16 dicembre. Il sondaggio Adp di novembre ha infatti evidenziato la creazione di 217 mila nuovi posti di lavoro nel settore privato rispetto ai 197 mila del mese precedente. Nell’attesa a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha chiuso con una flessione dello 0,13% a 22.551 punti.

Seduta da ricordare per Yoox Net-A-Porter (+4,97% a 34,17 euro) che ha toccato i massimi storici a 35,35 euro. Da inizio anno, in scia alla fusione con Net-a-Portér il titolo ha registrato un progresso di oltre il 93%. Il retailer online ha annunciato questa mattina vendite record in occasione del Black Friday e del Cyber Monday, con vendite che nel Black Friday sono cresciute dell’82% rispetto al 2014. La performance ha fatto da traino anche agli altri titoli del comparto del lusso: le migliori sono state Moncler e Luxottica che hanno guadagnato rispettivamente il 3,68% a 15,18 euro e l’1,49% a 64,55 euro. Seduta debole invece per i titoli del settore bancario: Banco Popolare ha ceduto l’1,24% a 13,45 euro, Montepaschi l’1,34% a 1,462 euro, Ubi Banca lo 0,78% a 6,335 euro, Unicredit lo 0,90% a 5,475 euro.

FCA ha lasciato sul parterre lo 0,67% a 13,24 euro anche se ieri ha snocciolato buoni dati sulle immatricolazioni di novembre in Italia e Stati Uniti. In Italia il Lingotto ha visto le vendite di auto aumentare del 26%, meglio del mercato che è cresciuto del 23,5%. Telecom Italia (-1,66% a 1,18 euro) sotto i riflettori in vista dell’assemblea del prossimo 15 dicembre che sarà chiamata a votare la conversione delle azioni risparmio e la proposta di Vivendi di integrare quattro suoi rappresentanti nel Cda. Nei giorni scorsi si è molto parlato dello scontro in atto tra i fondi e il colosso francese, diventato primo azionista di Telecom Italia con una quota di circa il 20%. Oggi, però, nel mirino è finito direttamente il Cda dell’ex monopolista delle telecomunicazioni, reo secondo alcuni gestori di non essere riuscito a fare spazio nel Cda al principale azionista.