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Piazza Affari chiude in lieve rialzo, contrastate le banche. Male WDF e Prysmian

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Piazza Affari ha chiuso in lieve rialzo dopo le notizie arrivate le fine settimana da Portogallo e Grecia. Banco Espirito Santo, reduce da una maxi perdita semestrale, sarà divisa in due in maniera definitiva e immediata: da una parte una nuova banca, denominata Novo Banco, che riceverà i 4,9 miliardi di dollari (di cui 4,4 miliardi arriveranno dallo Stato portoghese), e dall’altra gli asset “tossici” che verranno supportati dai detentori di debito subordinato e di azioni, quindi la famiglia Espirito Santo in primis e a seguire gli azionisti, tra cui spicca la banca francese Crédit Agricole, e i creditori non privilegiati. La Grecia ha invece incassato la promozione di Moody’s che ha alzato di due gradini il rating sul debito ellenico a Caa1. In settimana l’attenzione sarà rivolta in modo particolare alla riunione della Bce in calendario giovedì. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha chiuso con un rialzo dello 0,09% a 20.381 punti.

Contrastato il comparto bancario: Popolare dell’Emilia Romagna ha guadagnato l’1,03% a 6,32 euro, Popolare di Milano l’1,55% a 0,652 euro, Intesa SanPaolo l’1,41% a 2,29 euro, Unicredit lo 0,76% a 5,92 euro. In territorio negativo sono finite Banco Popolare (-1,90% a 11,31 euro), Montepaschi (-1,12% a 1,322 euro) e Mediobanca (-1,97% a 6,44 euro). Generali ha guadagnato lo 0,57% a 15,69 euro dopo i conti e le promozioni arrivate questa mattina da Exane e da Credit Suisse. Fiat (-0,63% a 7,065 euro) debole dopo che venerdì l’assemblea degli azionisti ha approvato a maggioranza la fusione con Chrysler dando vita a Fiat Chrysler Automobiles (Fca), il settimo produttore mondiale di automobili.

Vendite su WDF (-2,55% a 7,995 euro): la scorsa settimana il gruppo ha pubblicato i conti del primo semestre che hanno evidenziato utili in calo del 34% a 28 milioni di euro, mentre i ricavi sono aumentati del 13,4% a 1,05 miliardi. Secondo gli analisti di Banca Imi il peggioramento degli utili potrebbe aumentare la pressione sul titolo. Male Prysmian (-1,71% a 15,45 euro) in scia ancora ai conti semestrali. Il gruppo ha chiuso il primo semestre con un utile netto rettificato in calo del 48,7% a 59 milioni di euro rispetto ad un anno fa, su cui ha impattato negativamente il progetto Western Link.