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Piazza Affari chiude in deciso ribasso, male Finmeccanica. Vola CNH Industrial

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Piazza Affari ha chiuso in deciso ribasso aumentando le perdite nel finale di seduta e riportandosi sui minimi dall’agosto del 2013. L’indice Ftse Mib, che in mattinata si era spinto fino a 17.834 punti, ha chiuso con una flessione di circa 2 punti percentuali in area 17.260 punti. Il listino milanese ha pagato la scarsa vena di Wall Street dopo i dati in chiaroscuro sul mercato del lavoro statunitense. A gennaio le non-farm payrolls hanno evidenziato la creazione di 151 mila nuovi posti di lavoro, sotto le attese che indicavano 190 mila nuove unità e in calo dai 292 mila di dicembre. Oltre le attese invece la crescita dei salari: il salario medio orario risulta in crescita del 2,5% a gennaio, in linea con il dato di dicembre e oltre il +2,2% delle attese di consensus. A gennaio il tasso di disoccupazione si è attestato al 4,9%, sotto la soglia del 5% per la prima volta dal febbraio 2008.

Tonfo di Finmeccanica (-5,27% a 9,70 euro) in scia al nuovo slittamento della firma del contratto in Kuwait per la fornitura di 28 Eurofighter “Thypoon”. Lo scorso 1 febbraio l’emittente Kuaitnews aveva riportato i dubbi del Governo sulla mancanza di informazioni riguardo ai costi. Secondo gli analisti di Banca Akros le notizie in arrivo dal Kuwait sono negative e probabilmente non ancora scontate dal mercato. Positiva Saipem (+0,29% a 0,531 euro) e nuovo crollo dei diritti (-59,40% a 0,211 euro) legati all’aumento di capitale. Oggi è l’ultimo giorno di negoziazione in Borsa dei diritti legati all’aumento di capitale da massimi 3,5 miliardi di euro. L’aumento terminerà poi il prossimo 11 febbraio. Restando nel comparto energetico forti vendite su Enel che ha lasciato sul parterre il 2,85% a 3,542 euro. Contrastate le banche: Banca Mediolanum ha guadagnato il 3,75% a 6,08 euro, Montepaschi il 3,42% a 0,589 euro, Ubi Banca il 2,01% a 3,856 euro. In deciso ribasso invece Banco Popolare (-5,67% a 7,65 euro) e Bpm (-6,03% a 0,661 euro).

Balzo di CNH Industrial (+6,47% a 5,84 euro) dopo il dato sulle vendite 2015 pubblicato questa mattina dalla rivale Volvo. Il gruppo svedese dei camion ha riportato nel 2015 vendite in crescita del 9% a 312,5 miliardi di corone e ha rivisto al rialzo le stime per l’esercizio in corso. Mediaset, dopo una mattinata positiva, ha perso terreno nel finale arrivando a cedere l’1,53% a 3,214 euro. Ieri il titolo aveva sfruttato le parole del vicepresidente e amministratore delegato di Mediaset, Pier Silvio Berlusconi, che ha indicato come la raccolta pubblicitaria a gennaio presenta un segno più e anche per febbraio le prime indicazioni appaiono positive. L’Ad del gruppo media ha inoltre anticipato che Mediaset Premium ha superato i 2 milioni di abbonati a fine 2015.

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