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Merkel: surplus tedesco dipende da euro troppo basso, colpa Bce. E la moneta unica supera $1,12

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La colpa del surplus tedesco è dell’euro “troppo debole”. Parola di Angela Merkel, che dà ‘lezioni’ di economia a un gruppo di studenti di una scuola di Berlino.

“L’euro è troppo debole – ciò dipende dalla politica della Bce – e la conseguenza è che i prodotti tedeschi sono convenienti in termini relativi, e dunque vengono venduti di più”.

Merkel ha così lanciato un appello per contribuire alla crescita dei consumi domestici, in modo tale che la congiuntura tedesca non sia trainata solo dall’export, ma anche dalla domanda interna: e, dunque, per affrontare quegli squilibri commerciali esistenti con paesi come la Francia, che sono costati a Berlino diverse critiche (rispedite in realtà, sempre al mittente).

La cancelliera ha sottolineato l’importanza di rafforzare le relazioni Francia-Germania e, nel suo intervento, ha definito l’elezione del presidente francese Emmanuel Macron “un evento straordinario nella politica francese”.

In questa fase il principale obiettivo è di Merkel – in vista delle elezioni federali tedesche di settembre – è quello di assicurare la compattezza dell’Unione europea, garantendo, dopo l’uscita di scena del Regno Unito con la Brexit – in realtà ancora da concretizzarsi – che i 27 paesi membri del blocco rimangano insieme, in un contesto di maggiore solidità economica. Ciò significa, a suo avviso, “aiutare Macron ad avere successo”.

E’ indubbio che tali parole non fanno altro che avallare le previsioni di chi sottolinea come l’ascesa di Macron all’Eliseo inaugurerà una nuova era per l’asse franco-tedesco, in crisi con la presidenza di Francois Hollande, dopo il forte sodalizio dell’epoca di Nicolas Sarkozy.

Sul surplus commerciale, Merkel ha comunque messo le mani in avanti, affermando che “ovviamente è importante che i beni prodotti in altri paesi interessino ai tedeschi”.

Nel senso: “Non posso costringere la gente ad acquistare una Renault invece di una Volkswagen”.

Responsabile del surplus commerciale tedesco, ha continuato la cancelliera, sono anche i prezzi più bassi del petrolio, che riducono il costo delle importazioni della materia prima da parte della Germania. Se il petrolio fosse più caro del 50%, ha spiegato, “il valore delle importazioni sarebbe molto più alto”.

Immediata la reazione dell’euro ai commenti di Merkel: la valuta è salita fin oltre la soglia di $1,12, a quota $1,1246, dopo essere scesa durante le contrattazioni odierne fino a $1,1162.

euro-dollaro dopo Merkel

Merkel è finita sotto i riflettori oggi anche per alcune indiscrezioni riportate dalla rivista tedesca Spiegel, secondo cui, insieme al ministro delle finanze Wolfgang Schaeuble, la cancelliera starebbe lavorando per rimpiazzare l’attuale numero uno della Bce, Mario Draghi, con il presidente della Bundesbank, il falco Jens Weidmann.

Il mandato di Draghi scadrà alla fine del 2019. Ben note le tensioni tra Draghi e la politica tedesca, che ha sempre accusato il banchiere italiano di aver promosso, con il suo QE e i tassi scesi anche sotto lo zero, una politica monetaria eccessivamente espansiva, probabile responsabile di future bolle e-o di un’inflazione difficile da tenere sotto controllo.

Intanto, prosegue il trend ribassista del dollaro, con il Dollar Index che capitola per l’ottava sessione in 9 giorni (nel periodo il calo complessivo è del 2,4%), al minimo dallo scorso 6 novembre del 2016, dunque prima della vittoria di Donald Trump alle elezioni Usa dell’8 novembre. 

Calo dollaro