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Le rassicurazioni della Grecia non aiutano l’euro

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Euro poco mosso nelle prime fasi della seduta rispetto alle principali valute. La moneta unica europea viene scambiata a 1,472 rispetto al dollaro (+0,16%) mentre rispetto al franco svizzero è invariata a 1,512. L’euro registra invece un frazionale ribasso verso la sterlina a 0,904.
I recenti downgrade da parte delle agenzie di rating in merito al debito di Grecia e la revisione dell’outlook per la Spagna continuano ad influenzare negativamente la moneta unica dell’Eurozona. In Grecia il ministro delle finanze, ha cercato di rassicurare i mercati dichiarando che il paese può contare sull’Ue e che in ogni caso dovrebbe farcela con i propri mezzi non correndo alcun rischio di default. L’esecutivo greco infatti è sicuro di riuscire a trovare da solo la liquidità necessaria per far fronte alla crisi. Il commissario agli Affari economici della Commissione Ue, Almunia, ha confermato che l’Ue è pronta ad assistere la Grecia nel piano di consolidamento dei conti pubblici.

Sul Forex in evidenza soprattutto il dollaro neozelandese e australiano contro dollaro e yen. In particolare il biglietto neozelandese segna un progresso del 2,54% rispetto al dollaro e del 2,90% rispetto allo yen. Dinamica analoga per il dollaro australiano che segna un +1,20% rispetto al biglietto verde. Questa mattina i buoni dati sull’occupazione in Australia hanno aumentato le aspettative su un nuovo rialzo dei tassi nella prossima riunione di febbraio, mentre la banca centrale neozelandese ha annunciato che i tassi potrebbero essere rivisti al rialzo prima del previsto. Un fattore alimentato anche dalla maggiore propensione al rischio degli investitori verso le valute a maggiore rendimento dopo alcune sedute caratterizzate dalle prese di beneficio su questi asset.

L’agenda economica di oggi vede in primo piano alcuni dati sul mercato del lavoro negli Stati Uniti e la riunione della Boe che dovrebbe confermare allo 0,5% i tassi di interesse in Gran Bretagna. Da registrare inoltre che la Banca centrale svizzera ha confermato i tassi di interesse invariati allo 0,25%.

Negli Usa sono attese le nuove richieste settimanali di sussidi di disoccupazione. La lettura è stimata in crescita a 470mila richieste rispetto alle 457mila della settimana precedente. Da rilevare che a sorpresa lo scorso venerdì sono stati comunicati alcuni dati che evidenziano un miglioramento del mercato del lavoro Usa. In particolare i posti di lavoro persi nel mese di novembre sono stati solo 11mila rispetto ai 125mila previsti dagli economisti mentre il tasso di disoccupazione si è assestato al 10,2%.

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