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Le banche affossano Piazza Affari, Ftse Mib cede oltre l’1% -1-

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La Borsa di Milano ha chiuso l’ultima seduta della settimana in deciso ribasso, perdendo subito l’euforia generata dal nuovo piano di quantitative easing della Federal Reserve. Il listino meneghino, peggiore d’Europa insieme a Madrid, è stato zavorrato dai titoli del comparto bancario e ha praticamente snobbato i dati sul mercato del lavoro statunitense. Le no farm payrolls di ottobre hanno evidenziato la creazione di 151 mila posti di lavoro, meglio delle attese che indicavano 60 mila nuovi posti. In questo quadro a Piazza Affari il Ftse Mib ha ceduto l’1,28% a 21.194 punti, mentre il Ftse All Share è arretrato dell’1,16% a quota 21.816.

Pioggia di vendite sul comparto bancario, alimentate dai rinnovati timori sulla tenuta dei Paesi periferici della zona euro. Lo spread sul decennale Irlanda/Germania è infatti ai nuovi massimi sopra quota 500 punti base. A Piazza Affari Ubi Banca ha ceduto il 4,06% a 7,33 euro, Monte dei Paschi il 4,27% a 0,93 euro, Intesa SanPaolo il 3,01% a 2,417 euro, Unicredit il 2,99% a 1,78 euro, Popolare di Milano il 2,60% a 3,187 euro, Mediobanca l’1,94% a 7,31 euro, Banco Popolare l’1,24% a 3,667 euro. Non è andata meglio a Telecom Italia, finita in rosso per il secondo giorno consecutivo, che ha lasciato sul parterre il 2,54% a 1,036 euro. Ieri i conti del gruppo tlc hanno mostrato la persistente debolezza del mobile domestico controbilanciata dalla buona performance in Brasile.