Intervista ad Aldo Vittorio Varenna, presidente di Efpa Italia

Inviato da Massimiliano Volpe il Gio, 26/06/2014 - 15:44
Finanza.com - Promotori & Advisory ha incontrato Aldo Vittorio Varenna, presidente di Efpa Italia. Presidente, quali saranno le linee guida e gli obiettivi del suo mandato?

Durante il prossimo quadriennio verrà valorizzato quanto di buono è già stato fatto da chi mi ha preceduto, Sergio Boido. In primis cercheremo quindi di rafforzare lo spirito di appartenenza degli oltre 4000 certificati, così da essere portatori di una identità professionale di education di alto livello. E poi l'obiettivo è quello di incrementare il numero dei certificati in modo trasversale, rivolgendosi a tutte le professionalità del settore finanziario, nella sua totalità. Il mondo bancario, infatti, è in continua evoluzione e sempre più vi sono istituti di credito che  percepiscono la necessità di avere bancari di alto livello professionale adeguati alle  richieste di una clientela giustamente più esigente e attenta. Il nostro compito è di proporci come ente certificatore di education di qualità con standard  riconosciuti a livello europeo.Infine  guarderemo con attenzione al mondo a noi attiguo, ossia quello dei consulenti fee only: anche in questo caso vi sono già in Efpa molti colleghi certificati che svolgono la professione. La certificazione Efpa sarà  sempre più un valore fondamentale di riconoscimento: una sorta di bollino blu di qualità  professionale.

Quali sono i plus di una "buona consulenza" a suo avviso?

La realtà italiana spicca in positivo nel contesto europeo per un'alta qualità di professionisti che già da anni, nei fatti, applicano la consulenza a tutto tondo. La dimostrazione di questo è nei fatti: nel nostro Paese, il cliente di un consulente è normalmente un cliente soddisfatto e fedele nel corso del tempo, che segue il suo professionista condividendo le scelte di investimento e previdenziali.

La fedeltà della clientela porta a vantaggi per entrambe le parti: il cliente mantiene una relazione stabile e duratura con un professionista e il consulente, in virtù di questo rapporto, ha la possibilità di conoscere con il passare del tempo sempre più a fondo le caratteristiche del cliente/investitore, in una logica di vera pianificazione a lungo termine, gestendo anche il passaggio generazionale nella clientela, momento molto importante e delicato che richiede technicalities di alto livello data la complessità ed il costante aggiornamento legati agli aspetti fiscali e successori. Una buona consulenza è quindi tre volte vincente: per la società mandante, per il consulente e per il cliente/investitore.

Lei conosce molto bene non solo il mercato italiano, ma anche il panorama europeo: quali sono, ancora oggi, le principali differenze tra il collocamento nel nostro Paese e altrove?

La mia esperienza di oltre 15 anni a livello internazionale (Anasf, Cifa e Fecif) mi porta a dire che tranne alcuni modelli distributivi differenti nelle nazioni europee, il collocamento è sempre effettuato con un approccio simile. I cosiddetti IFA europei (Indipendent Financial Advisor) - e non parlo di UK - si distinguono dai loro colleghi italiani per il fatto che non esiste il  mono mandato. Gli IFA svolgono la propria attività talvolta sotto forma di studi associati tra più professionisti, aventi caratteristiche e specialità differenti tra loro. Il cliente europeo  è uguale in ogni nazione, con le stesse paure,  ansie ed attese per un servizio di qualità. Anche  la remunerazione è  quasi sempre riconosciuta non direttamente dal cliente ma dalle società di asset management o banche. La fee di pura consulenza in assenza di collocamento di prodotti e servizi è oggi molto marginale in tutta Europa.

Cosa sta cambiando e cosa cambierà, a suo avviso, con la revisione della Mifid? Se ne è parlato quest'anno anche al vostro Meeting annuale. Ma quali sono le sue riflessioni sulla direttiva e soprattutto sui suoi effetti?

La direttiva Mifid cambierà sicuramente il mercato. Sarà compito di tutti gli attori del settore percepire in positivo questi cambiamenti divenendo parte attiva con la clientela. Costi equi e più trasparenti per tutto il sistema finanziario saranno un vantaggio per la clientela. Ma sarà un vantaggio anche per chi tra noi lavorerà con serietà e professionalità. La Mifid sarà una grande opportunità per riqualificare la relazione con la clientela rinsaldandola ancora di più.









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