A. Grech: le indiscrezioni su un QE2 meno aggressivo spingono il dollaro

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Dopo un minimo toccato questa mattina a 1,3830, l’euro/dollaro nel corso della seduta ha recuperato terreno arrivando a scambiare in questo momento nei pressi della parità a 1,3945. Tra gli operatori si sta facendo strada l’idea che il nuovo round di allentamento quantitativo targato Fed potrebbe essere più leggero del previsto; secondo quest’orientamento il dollaro è forse sceso troppo e con troppa fretta. Secondo quanto rileva Anthony Grech di IG Markets l’andamento del cross euro/dollaro oggi ha registrato “un ampio rally di copertura di posizioni short in valuta degli Stati Uniti”.

Ma secondo Grech il calo della moneta unica “potrebbe essere stato aggravato dai commenti del presidente della Bce Jean-Claude Trichet, che ha respinto l’invito del presidente della Bundesbank Axel Weber di terminare il programma di acquisto di bond”. Via alle coperture anche sul cable, che intorno alle 10 ha registrato un minimo a 1,5836 ed in questo momento quota in calo circa mezzo punto percentuale a 1,5889.

Ma una nuova fase di quantitative easing potrebbe vedere la luce anche Oltremanica. Grech segnala che domenica scorsa, il Centro per l’Economia e Business Research “ha detto che la BoE avrà bisogno di ampliare il suo piano di acquisto di bond di £ 100 miliardi, per contribuire a contrastare gli effetti di una compressione dei budget”.

Attenzione anche al dollaro australiano, visto che domani è in programma la pubblicazione dei verbali della riunione del 5 ottobre della Reserve Bank of Australia (RBA), nella quale il board ha confermato il costo del denaro al 4,5%. L’analista di IG Markets sottolinea che il “verbale può anche indicare se l’RBA agirà per inasprire la politica monetaria nel mese di novembre aumentando i tassi di interesse, cosa che rischia di rafforzare ulteriormente il dollaro australiano”. In questo momento l’aussie scambia a 1,4103 contro euro ed a 0,9886 nell’aud/usd.

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