Forex: euro in recupero, Atene nega ipotesi referendum per valutare uscita da euro

Inviato da Titta Ferraro il Mar, 20/09/2011 - 09:59
Tentativo di recupero dell'euro dopo il debole inizio di ottava. Il cross euro/dollaro viaggia a metà mattinata sui massimi di seduta a 1,3675 dollari. Il mercato guarda ancora con apprensione alla situazione greca. La moneta unica europea ha reagito bene alla smentita arrivata dal portavoce del governo di Atene alle indiscrezioni di stampa greche circa la possibilità che il governo possa organizzare un referendum per chiedere alla popolazione se rimanere nell'Euro o ritornare alla dracma. Ieri l'economista Nouriel Roubini, professore alla New York University e famoso per avere predetto la crisi subprime, ha scritto sul Financial Times che "Atene è intrappolata in un circolo vizioso alimentato da insolvenza, bassa competitività e depressione economica. L'unica soluzione è una procedura di default e l'uscita volontaria dalla Zona Euro".

"Qualora non arrivasse la prossima tranche di fondi - commentano oggi gli analisti di CMC Markets - la Grecia farebbe default a dicembre e già dal prossimo mese non potrebbe più pagare gli stipendi dei dipendenti pubblici".

Intanto in nottata è arrivato il downgrade sull'Italia decretato dall'agenzia di rating Standard and Poor's. Il rating sul debito italiano di un gradino portandolo da "A+" ad "A". L'outlook è stato confermato a negativo. La decisione ha comportato un ulteriore allargamento dello Btp/Bund salito a 397 punti base dai 378 della vigilia. Si allarga anche quello degli altri Paesi periferico con quello spagnolo salito a 389 punti base.

"E' nostra convinzione - spiegano gli analisti di S&P - che le misure di risanamento fin qui adottate faranno ben poco per migliorare la performance economica dell'Italia, soprattutto sullo fondo delle difficoltà finanziarie crescenti e davanti al programma di austerità fiscale adottato dal governo". S&P non ha mancato di citare il freno rappresentato dall'incertezza del quadro politico: "La fragile coalizione di governo e le differenze politiche continueranno a limitare l'abilità dell'esecutivo a rispondere con decisione ad un contesto macro-economico interno ed esterno difficile".
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