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EUR/CHF a un anno dall’abbandono del cap, analisti vedono il franco rimanere sotto pressione

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Scocca oggi il primo anniversario della decisione della Swiss National Bank (SNB) di abbandonare il cap (livello minimo consentito) 1,20 per il cambio euro/chf consentendo quindi al franco di galleggiare liberamente. Decisione che ha comportato un violento apprezzamento della divisa svizzera che ha chiuso il 2015 con un saldo di oltre +10% contro l’euro. La SNB accompagno quella mossa con un netto taglio del tasso sui depositi a -0,75 per cento e un impegno a intervenire nei mercati, se necessario.
Thomas Moser, membro supplente del board della SNB, ha rivelato ieri che la Banca nazionale svizzera in passato ha considerata la sostituzione del cap sull’eur/chf con un link ad un paniere di valute “per poi pervenire alla conclusione che non avrebbe funzionato”. 

La decisione di un anno fa della SNB innescò uno tsunami sul mercato dei cambi. “Oltre agli ovvi effetti negativi nell’immediato, che hanno riguardato soprattutto i partecipanti al mercato – sottolinea Arnaud Masset, Market Strategist di Swissquote Europe – le conseguenze a lungo termine sull’economia svizzera hanno iniziato a manifestarsi solo gradualmente nel corso dell’anno”. “Inizialmente ci si aspettavano effetti disastrosi sull’economia elvetica – prosegue Masset –  ma è doveroso osservare che essi non sono stati terribili come previsto. Riteniamo, però, che le imprese svizzere abbiano già utilizzato tutti gli strumenti a disposizione per proteggere sia le aziende, sia i dipendenti, riducendo sostanzialmente i margini e tagliando il più possibile i costi. Le prime crepe nell’economia hanno iniziato a manifestarsi verso la fine del 2015 e il processo di aggiustamento al ribasso continuerà anche nel 2016; l’economia ha appena attraversato la fase facile, ora inizia quella difficile. La pressione sul mercato occupazionale aumenterà gradualmente e alcune società delocalizzeranno le loro attività verso luoghi meno costosi, man mano che inizieranno a manifestarsi gli effetti a lungo termine del CHF forte”.

Tanti potenziali rischi potrebbero infiammare la volatilità
Secondo Swissquote la pressione al rialzo sul franco svizzero dovrebbe indebolirsi un po’ perché gli investitori troveranno migliori opportunità di investimento fuori confine. Tuttavia, questi effetti saranno mitigati dalle incertezze politiche in Europa – Brexit, il partito Podemos in Spagna, la crisi del debito greca e le pressioni disinflazionistiche – e dalla probabilità crescente di un’espansione del QE della BCE. “Pertanto prevediamo che nel 2016 l’EUR/CHF si muoverà lateralmente – conclude Masset – ma non escludiamo alcuni movimenti volatili. La BNS rimarrà defilata perché non ha le munizioni necessarie per combattere contro la BCE; il presidente Jordan potrà comunque tagliare i tassi di nuovo in caso d necessità”.