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Eni, World Oil and Gas review al secondo atto: focus su Gas naturale e rinnovabili

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Il secondo volume della rivista specializzata in pubblicazioni sul mondo dell’energia è dedicato al Gas naturale e alle fonti rinnovabili…

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Eni ha presentato oggi il secondo volume della “World Oil and Gas Review”, la rassegna statistica mondiale che tratta di riserve, produzione e consumi di petrolio e gas naturale.

Questo secondo volume, che segue la pubblicazione di luglio focalizzata sul mercato del petrolio, fornisce dati e statistiche sul gas naturale, sui biocombustibili e, per la prima volta, sulle nuove energie rinnovabili (eolico e solare); fonti che rappresentano elementi chiave per una transizione energetica verso un futuro low carbon. Queste le principali evidenze.

 

Nel 2016 la domanda di gas naturale è cresciuta più dell’offerta

Nel 2016 la produzione globale di gas è aumentata dello 0,7% mentre le riserve mondiali sono cresciute dello 0,9 per cento. A fronte di ciò la domanda è salita del +2%, un trend guidato principalmente dalla forte domanda della Cina (+8,6%) ma rafforzato anche dalla ripresa della domanda europea (+5,4%).

Questo paradigma è alla base della brusca flessione che ha interessato i prezzi della risorsa da inizio anno: -20% circa.

 

La Cina guida la rivoluzione dell’eolico e del solare

Alla fine del 2016 la capacità installata del solare e dell’eolico (rispettivamente 296 e 467 GW) rappresentava circa il 40% della capacità installata di tutte le fonti rinnovabili (circa il 15% di tutte le fonti energetiche). La Cina si presenta come il paese leader per capacità installata nell’eolico e nel solare (226 GW, 30% della capacità installata mondiale).

I consumi mondiali di energia eolica e solare sono ancora marginali rispetto ai consumi totali di energia (circa l’1%), mentre in termini di generazione elettrica rappresentano il 4,5% (3,5% l’eolico e 1% il solare). Il contributo di queste fonti alla generazione elettrica rimane inferiore a quello in termini di capacità a causa dei fattori di utilizzo medi ancora contenuti (inferiori al 25% per l’eolico e al 15% per il solare).