C. Beauchamp: nonostante i fondamentali, le tensioni in Egitto sostengono il greggio

Inviato da Luca Fiore il Ven, 11/02/2011 - 15:13
Il breve rally messo a segno dal greggio mercoledì scorso si è arrestato dopo la pubblicazione del dato sulle scorte di greggio statunitensi. La scorsa settimana gli stock hanno registrato la quarta crescita consecutiva con un rialzo di 1,9 milioni di barili. Christopher Beauchamp nel Commodities Update di IG Markets evidenzia come a sostenere il greggio, "indebolito anche dalla crescita sotto le attese delle buste paga statunitensi a gennaio, ci stiano pensando le tensioni in Egitto". "Se tali condizioni dovessero permanere -sottolinea Beauchamp- il prezzo del greggio non è destinato ad aumentare".

L'argento nel corso della settimana ha approfittato delle notizie in arrivo dal Nord Africa per riportarsi sopra i 30 dollari l'oncia ed invertire il trend ribassista di gennaio. Da IG Markets Anthony Grech rileva come il metallo continui a trovarsi in una fase di backwardation, una condizione cioè in cui i prezzi dei futures sono inferiori del prezzo spot. Grech ipotizza che il fenomeno potrebbe essere attribuibile al fatto che "i prezzi elevati nel mercato spot rendono la riapertura delle miniere e l'estrazione del metallo economicamente fattibile, aumentando così l'offerta futura e causando la diminuzione dei prezzi".

+2% infine nel corso della settimana per il prezzo del grano. La pressione rialzista è stata favorita dal report della FAO sulla produzione cinese. L´Organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura in un report ha lanciato l´allarme: la siccità che ha caratterizzato l´inverno nel nord della Cina, il più grande produttore ed il maggiore consumatore, è destinata a ritardare il raccolto del Celeste Impero. "Le precipitazioni sotto la media che stanno caratterizzando l´inverno nel nord della Cina, la regione a più alta intensità di coltivazioni di grano, potrebbero ritardare il raccolto annuo" si legge nel report.

Ulteriori tensioni sui prezzi arrivano dall'Ucraina e dagli USA giunge invece la notizia che la produzione americana è diminuita di 0,4 milioni di tonnellate. Secondo l'analista David Choe nonostante "tali fattori inducano a pronosticare un assestamento dei prezzi sui livelli attuali, l'allarme lanciato dalla FAO potrebbe essere eccessivo o comunque il calo della produzione cinese potrebbe essere compensato da un incremento della produzione in Canada e Pakistan". Nel breve termine, continua Choe, "la speculazione sulla scarsità del grano potrebbe comunque far salire il prezzo della materia prima; tuttavia, se il raccolto di giugno dovesse rivelarsi migliore delle attese i prezzi sono destinati a scendere".
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