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Borse europee positive: la voglia di rally mette all’angolo la paura

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Lo spirito del Natale conquista anche i mercati. La voglia di un rally di fine anno vince sulle paure della crisi del debito. Finito il lungo ponte dell’Immacolata, gli investitori tornano dietro i desk e tornano a comprare sui mercati. Il Ftse Mib avanza dello 0,96% e l’All Share lo 0,83%. Bene anche Parigi che guadagna lo 0,71% e Francoforte con lo 0,56%. Le attese che il prolungamento dei tagli alle tasse negli Stati Uniti possa spingere i consumi Oltreoceano è l’appiglio per spingere all’insù le Borse. Ieri il piano del presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, per mantenere le riduzioni fiscali introdotte da Bush ha compiuto un altro passo in avanti, nonostante l’opposizione di parte del suo stesso partito e i timori, che hanno colpito i titoli di stato, di un danno a lungo termine sull’economia.

Wall Street non ne ha approfittato troppo in realtà. Gli operatori smaliziati americani hanno cercato di capire quale sarà il reale impatto sulla crescita e il deficit dell’estensione dei tagli fiscali dell’era Bush. Il Dow Jones ha così terminato le contrattazioni in rialzo, ma di appena lo 0,08% a 11.367,79 punti, il Nasdaq ha segnato un +0,34% a 2.607,27 punti e lo S&P 500 è avanzato dello 0,29% a 1.227,28 punti. Mentre i titoli di stato hanno salutato le contrattazioni con andamenti in calo.

Chi non aspetta è l’Europa con l’indice paneuropeo FTSEurofirst, che ha guadagnato circa il 7% in una settimana sull’affievolirsi dei timori per la crisi della zona euro e che anche ieri ha toccato il massimo degli ultimi due anni. Un copione che si ritrova stamattina anche sulle principali piazze dell’area Asia-Pacifico che si stanno muovendo in rialzo. I guadagni sono trasversali ai diversi settori. L’indice MSCI delle Borse asiatiche, che esclude Tokyo, avanza dello 0,9%, mentre il Nikkei ha chiuso in rialzo dello 0,5%. Anche Hong Kong scambia in territorio positivo, in una seduta con volumi sottili, aiutata da alcuni titoli pesanti come HSBC Holdings e China Unicom .

In Europa il focus resta la crisi dei debiti sovrani con la tensione in crescita fra il governo tedesco e il presidente dell’Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, che ieri ha accusato Berlino di essere anti-europea nel rifiutare in modo semplicistico la proposta di lanciare governativi targati Ue. E mentre si cerca la quadra sulle misure anti-crisi, il Fmi chiede una svolta sulla governance e definisce la situazione economica ancora preoccupante. In mattinata a fare il punto sullo stato dell’arte dell’economia in Eurolandia sarà la Banca centrale con il consueto bollettino.

Secondo il tam tam di Borsa l’Eurotower tornerà a fare il punto sull’elevata incertezza che avvolge le sorti dell’economia della zona euro. Gli economisti si attendono l’ennesimo richiamo ai governi perché attuino politiche fiscali di rigore. Anche da Atene potrebbero balenare novità: il commissario Ue Rehn partecipa, insieme al ministro delle Finanze greco Papaconstantinou e al funzionario Fmi Thomsen, a un convegno. L’evento potrebbe essere l’occasione per nuovi commenti sulla crisi del debito della zona euro e sullo stato di salute della Grecia, dal momento che oggi sono in calendario dati sulla crescita e sulla disoccupazione.