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Borse europee con il segno meno, Pechino penalizza l’automotive e i titoli legati alle risorse di base

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Le indicazioni in arrivo da Pechino, a settembre le importazioni sono scese (in dollari) del 20,4% (undicesimo segno meno consecutivo), e il calo dello Zew, passato ad ottobre da 12,1 a 1,9 punti, spingono al ribasso l’azionario del Vecchio continente. In chiusura di seduta Londra si è fermata a 6.432,28 punti (-0,45%), il Dax si è portato a 10.032,82 punti (-0,86%) e il Cac40 ha terminato a 4.643,38 (-0,97%). Maglia nera per l’Ibex, in calo dell’1,28% a 10.115,3.

Le tensioni cinesi hanno in particolare penalizzato il comparto auto (-0,61% per Peugeot Citroen, -1,27% per Daimler e -2,07% di Volkswagen che ha inoltre annunciato un taglio da 1 miliardo di euro agli investimenti) e i titoli legati alle commodity (-3,79% di Glencore, -2,65% per Anglo American).

Segno meno anche per Barclays, che secondo quanto riportato dal Financial Times starebbe per nominare Jes Staley nuovo chief executive, e +8,41% per SABMiller che, dopo diversi rifiuti, ha accettato la corte del numero uno mondiale del settore, la belga-brasiliana Anheuser-Busch InBev (AB InBev), per 68 miliardi di sterline, vale a dire 96 miliardi di euro.