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Borse deboli in attesa del G20, attacchi frontali al QE2

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“Una politica che punta su una moneta svalutata artificialmente e su conseguenti vantaggi per l’export è miope e alla fine danneggia tutti”. Non sono dichiarazioni di un rappresentante di qualche Paese emergente, ma della Cancelliera della locomotiva d’Europa. Angela Merkel non usa giri di parole per mascherare il suo disappunto verso il nuovo piano di quantitative easing della Federal Reserve da 600 miliardi di dollari. La Merkel si schiera così sulle stesse posizioni di Jean Claude Juncker, il presidente dell’Eurogruppo, che attaccato gli Stati Uniti per non aver rispettato gli impegni istituzionali assunti durante i lavori di preparazione delle riunioni del G7 e del G20. Junker ha poi affermato che il QE2 “non è sulla strada giusta e vedo rischi inflazionistici”.

Una critica che assomiglia tantissimo alle dure reazioni di Pechino, che ha accusato più volte l’America di alimentare bolle speculative. “Gli Stati Uniti non prendono in considerazione gli effetti dell’eccessiva liquidità sulle economie dei mercati emergenti”, aveva dichiarato due giorni fa il vice ministro delle Finanze cinese, Zhu Guangyao. Ma gli attacchi alla Fed sono arrivati anche dal fronte interno, ovvero dai repubblicani e da alcuni esponenti del Comitato monetario della Banca Centrale americana. Ma gli States non sono rimasti a guardare e a difendere l’operato della Fed è sceso in campo Barack Obama. “Non vogliamo frenare lo sviluppo della Cina, ma deve assumersi le sue responsabilità”, ha affermato il presidente americano. La querelle preannuncia un G20 decisamente rovente. I grandi della Terra si troveranno domani e dopo a Seul e la cosiddetta “currency war” sarà al centro del dibattito politico.

“L’attenzione degli operatori si è spostata sull’esito dell’incontro ed in particolare sui colloqui bilaterali Usa-Cina dopo la recente decisione della Fed”, sottolineano gli economisti di Mps Capital Services. Nel frattempo si possono già notare i primi effetti del QE2 sui mercati: record dei metalli preziosi e risalita delle quotazioni del petrolio. Alla vigilia del G20 sulle piazze finanziarie del Vecchio Continente regna però la cautela: Parigi cede lo 0,53%, Francoforte lo 0,33%, Madrid lo 0,66%. Stessa musica a Piazza Affari: il Ftse Mib arretra dello 0,79% a 21.406 punti, mentre il Ftse All Share lascia sul parterre lo 0,70% a quota 21.992.

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