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Bes e Yellen penalizzano i listini europei. Milano maglia nera

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Seduta altalenante per l’azionario del vecchio continente nel giorno dell’elezione di Jean Claude Juncker al vertice della Commissione Europea. Penalizzati nella prima parte dalle tensioni in arrivo dal Portogallo (-14,6% per il Banco Espirito Santo) e dagli aggiornamenti macroeconomici, nella seconda i listini hanno prima beneficiato delle indicazioni in arrivo dalle trimestrali di JPMorgan e Goldman Sachs e poi sono stati nuovamente spinti al ribasso dalle dichiarazioni rese dal n.1 della Federal Reserve, Janet Yellen.

Indicazioni sopra le stime sono arrivate dai dati britannici relativi inflazione (+1,9%) e prezzi delle abitazioni (+10,5%) mentre ha deluso l’indice tedesco Zew che al settimo calo consecutivo è sceso a 27,1 punti. Dal fronte statunitense sotto le stime le vendite al dettaglio (-0,2%) e i prezzi delle importazioni (+0,1%) mentre l’indice che misura l’andamento del manifatturiero dell’area di New York ha stupito in positivo (25,6 punti).

Da Washington la Yellen ha dichiarato che “se il mercato del lavoro dovesse continuare a migliorare a un tasso maggiore di quello stimato dal Federal open market committee (il braccio operativo della Fed, ndr) […] l’incremento dei target sui federal funds potrebbe essere anticipato”. “Nonostante il discorso odierno, continuiamo a vedere un rialzo dei tassi della Banca centrale Usa entro il primo trimestre del 2015”, ha detto Vincenzo Longo, Market Strategist di IG.

Il Ftse100 e il Dax hanno rispettivamente chiuso in rosso dello 0,53 e dello 0,65 per cento a 6.710,45 e 9.719,41 punti. Perdite più consistenti per Cac40 e Ibex, scesi dell’1,03 e dell’1,23% a 4.305,31 e 10.475,9. Maglia nera per Milano con il Ftse Mib che ha evidenziato una contrazione dell’1,33% scendendo a 20.422,95 punti.

A Piazza Affari in particolare evidenza il comparto bancario. +1,4% del Banco Popolare che ha chiuso a 10,9 euro in scia della promozione annunciata dagli analisti di Morgan Stanley a “equal weight”. Rosso per Popolare di Milano (-1,52% a 0,6175 euro) nonostante il colosso statunitense abbia alzato la valutazione a “overweight” e per Mediobanca (-4,38% a 6,76 euro), bocciata a “underweight”.

Sempre in tema di giudizi, -0,74% per Tod’s (87,15 euro) su cui Barclays ha ridotto il prezzo obiettivo da 94 a 87 euro e +4,26% di Yoox che si ferma a 19,1 euro grazie alla promozione di Kepler Cheuvreux a “hold”.

A giugno l’inflazione italiana ha evidenziato un incremento annuo dello 0,3% (+0,5% a maggio), confermando la stima preliminare. Lo ha reso noto l’Istat. E’ il livello più basso da quasi cinque anni (ottobre 2009). Su base mensile l’indice segna un aumento dello 0,1%. Chiude la carrellata lo spread Btp-Bund, sceso a 164 punti base, l’1,6% in meno rispetto a ieri.