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Atene penalizza l’andamento dei listini Usa

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Wall Street chiude la seduta con il segno meno. Dopo il fallimento delle trattative per la formazione di un esecutivo di unità nazionale, nel finale i listini statunitensi sono stati spinti al ribasso dalla notizia che solo oggi dalle banche elleniche sono stati ritirati 700 milioni di euro. Lo ha annunciato il presidente ellenico, Carolos Papoulias, che ha rimarcato che “la situazione delle banche è molto difficile e il sistema è al momento molto debole”. Per quanto riguarda i dati macro del giorno, indicazioni positive dall’indice che misura l’edilizia abitativa (NAHB), salito a maggio a 29 punti, e dall’Empire State Manufacturing, passato da 6,56 a 17,09 punti. In agenda anche il +0,1% delle vendite al dettaglio, lo 0,0% m/m registrato dall’inflazione di aprile ed il +0,3% delle scorte delle imprese a marzo. Il Dow ha terminato in rosso di mezzo punto percentuale a 12.632 punti, -0,57% dello S&P a 1.330,66 e -0,3% del Nasdaq a 2.893,76.

Tra le società che hanno presentato i conti trimestrali, +3,71% per Groupon, che ha visto i ricavi salire dell’89% a 559,6 milioni di dollari, e -2,43% per Home Depot, le cui vendite sono cresciute meno delle attese a 17,8 miliardi. Sotto le stime anche i ricavi di Saks, che ha chiuso in parità. Il balzo ai massimi da 5 anni registrato dall’indice NAHB ha favorito gli acquisti su KB Home (+1,14%), su DR Horton (+2,54%) e su Lennar (+2,78%). Segno più anche per JP Morgan (+1,26%) che ha recuperato terreno dopo le vendite che hanno fatto da corollario all’annuncio della perdita da 2 miliardi di dollari. Chiudiamo con il +0,65% di Amazon.com, promossa dal Credit Suisse ad “outperform”.