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Aeroflot rinuncia. Per Toto oltre 2.000 esuberi in Alitalia

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Aeroflot ha deciso di abbandonare la gara per la privatizzazione di Alitalia. Una notizia di cui si era già vociferato nelle settimane scorse e che era già nel novero delle possibilità di scelta della compagnia russa ma che era stata rimandata in attesa di eventuali miglioramenti delle regole imposte dal ministero del Tesoro alla procedura. Nulla è cambiato e la cordata Aeroflot-Unicredit ha lasciato campo libero a Carlo Toto, sempre più favorito con la sua ApHolding (consorzio tra AirOne e Intesa Sanpaolo) e al fondo di private equity Matlin-Patterson, ritornato in gara a sorpresa ma sulla cui reale intenzione di presentare un’offerta esiste più di un dubbio.


La notizia è arrivata mentre alla Magliana era in svolgimento l’assemblea dei soci chiamata ad approvare il bilancio 2006 e la situazione patrimoniale al 31 marzo 2007. Sono stati rinviati a nuovo 498,8 milioni di euro e la ricapitalizzazione resa necessaria dalla riduzione del capitale per perdite di oltre un terzo. Il consiglio ha deciso invece per la copertura parziale pari a 150,1 milioni di euro attraverso l’utilizzo di riserve delle perdite imputabili al 2006 e ai primi tre mesi di quest’anno. Il bilancio 2006 Alitalia si è chiuso, è da ricordare, con una perdita superiore ai 600 milioni di euro a cui si sono aggiunti 50 milioni circa nel primo trimestre 2007.

“La nostra offerta era legata a una valutazione delle azioni Alitalia pari a zero per poter concentrare tutte le forze finanziarie sulla ristrutturazione e sul rilancio della società” ha dichiarato il vicepresidente della comunicazione di Aeroflot, Lev Koshlyakov, “ma abbiamo sentito una forte pressione politica del governo e dei sindacati per mantenere il controllo della compagnia in mani italiane”. Il mancato accesso a informazioni critiche sugli aspetti commerciali e operativi del business Alitalia e le condizioni fortemente limitative imposte dalle regole della gara di privatizzazione sono state indicate dalla compagnia russa come le principali cause della rinuncia in quanto hanno impedito “la presentazione di una proposta di ristrutturazione fondata su solide basi”.


Il problema della scarsa informativa disponibile ai contendenti è comune anche alla cordata guidata da Carlo Toto, autore di una protesta/richiesta scritta per avere accesso a un più nutrito dossier informativo. Quest’ultimo è però ben deciso ad andare avanti per far diventare Alitalia “la quarta compagnia del Vecchio continente” e proprio nella giornata di ieri ha presentato una prima bozza di piano alle diverse sigle sindacali. Nella proposta del numero uno di AirOne sono previsti 1.800 esuberi e 550 pensionamenti per una riduzione totale di 2.350 unità da effettuarsi tra il 2008 e il 2012. Ad uscire da Alitalia, secondo Toto, dovranno essere 1.400 dipendenti di terra, 300 piloti e un centinaio di assistenti di volo. Oltre ai tagli il progetto prevede incrementi di produttività e il trasferimento (mobilità geografica) per altri 880 lavoratori.


A fronte di questi interventi Il rilancio di Alitalia passerebbe attraverso un potenziamento della flotta e delle tratte. Gli aerei della compagnia crescerebbero a 242 dai 185 attuali ed è prevista la sostituzione dei vecchi McDonnel-Douglas MD80 con nuovi Airbus A320. Verrà potenziata anche la flotta degli aerei regionali e quella del lungo raggio. Le tratte dovrebbero passare da 148 a 169 con sette collegamenti intercontinentali in più rispetto ai 16 attuali con i passeggeri che dovrebbero crescere a 30 milioni dagli oltre 20 attuali.