Ftse Mib e rendimenti Btp: segnali positivi su RSI, ma serve la conferma dei prezzi

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Il Ftse Mib infatti ha chiuso venerdì in prossimità del supporto statico, nonché minimo Ytd a 20.236 punti. Livello molto importante che, se rotto al ribasso, catapulterebbe subito i corsi verso l’altro intervallo di prezzo importante, ovvero quello compreso tra i 20.000 e 19.780 punti, dove troviamo anche il ritracciamento di Fibonacci del 50% di tutto l’up trend avviato a giugno del 2016. Un livello questo fondamentale il cui break purtroppo aprirebbe le porte ad ulteriori pressioni ribassiste con target molto profondo a 18.700 punti.

Potrebbero dunque essere di notevole importanza le prossime sedute, dove capiremo se il mercato, che ha già scontato molto della tensione in attesa del giudizio delle società di rating e Def nelle ultime settimane, cercherà il recupero o proseguirà al ribasso. Il segnale dato lo scorso venerdì infatti, in attesa del verdetto di Fitch, non lasciava pensare nulla di promettente, con volumi in rialzo su una candela long day ribassista.

 

Notiamo anche che i rendimenti dei titoli di stato italiani, btp 10 y, stanno dando segnale di forte divergenza ribassista, come potete vedere dal grafico sotto. In particolare risulta importante la tenuta della trend line ribassista su RSI, che ci indica un attenuarsi delle pressioni rialziste.

 

In tale scenario dunque sembra delinearsi la possibilità di un rallentamento o inversione della corsa rialzista sui rendimenti e ribassista sull’azionario (due facce della stessa medaglia). Tutto però da verificare sui prezzi. Sul mercato obbligazionario sarà importante la tenuta della trend ribassista su RSI, che se rotta al rialzo implicherà un proseguo verso l’alto dei rendimenti, con effetto negativo sui bancari e utility italiane, che ovviamente genereranno un proseguimento della corsa al ribasso del Ftse Mib.

 

Al rialzo invece un segnale positivo sul mercato obbligazionario potrebbe essere un ritorno sotto i 300 bp e in particolare al di sotto della trend line ribassista in rosso sul grafico dei rendimenti, e sotto 50 dell’oscillatore. In tal caso dovremo cercare un ritorno sopra 20.500 punti sull’indice Ftse Mib e soprattutto sopra i 20.800 punti in chiusura, per avere primi segnali di una tangibile stabilizzazione della situazione.

 

La situazione rimane dunque molto delicata per il Ftse Mib. Il break in chiusura dei 20.236 punti confermerebbe la debolezza dell’indice con proseguimento verso i 20.000 punti e la chiusura del gap up lasciato aperto nel aprile 2017. Se anche tale fascia di prezzo dovesse essere infranta, ci sarebbe un netto peggioramento con target 18.700. Al rialzo invece, come abbiamo detto un segnale di stabilizzazione si avrebbe col superamento dei 20.800 punti, mentre per un recupero di forza dell’indice bisognerà attendere il superamento dei 21.100 punti. RSI sembra darci un segnale positivo con la presenza di una divergenza positiva netta tra prezzi e oscillatore, ma visto soprattutto i bassi volumi del periodo servirà una conferma seria sui prezzi di inversione di direzione.


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