Rubriche e analisi Dividend yield, la classifica del Ftse Mib: chi rende di più e chi meno (22/01/26)

Dividend yield, la classifica del Ftse Mib: chi rende di più e chi meno (22/01/26)

22 Gennaio 2026 14:35

I dividendi rappresentano da sempre centrale un tema chiave per chi investe, grazie alla loro capacità di offrire una fonte di profitto complementare rispetto alla variazione di prezzo delle azioni (capital gain). Puntare su società con un dividend yield elevato consente di generare flussi di liquidità regolari, migliorando la pianificazione finanziaria e fungendo da stabilizzatore contro la volatilità dei mercati.

Ecco un’analisi delle società del Ftse Mib sulla base dei rendimenti attuali, le stime per i prossimi mesi e il calendario dei prossimi stacchi di cedola a Piazza Affari.

Perché le società pagano dividendi

Le aziende scelgono di remunerare i propri soci con i dividendi per diverse finalità strategiche:

  • Fiducia e reputazione: Restituire una quota degli utili è il modo principale per premiare l’azionariato. Una politica di dividendi stabili o crescenti comunica trasparenza e solidità nella gestione aziendale.

  • Attrarre investitori strategici: Offrire rendimenti interessanti permette di attirare capitali “pazienti” (come i fondi pensione o i cassettisti), garantendo una base azionaria meno speculativa e più fedele nel tempo.

  • Ottimizzazione della cassa: Una volta finanziati i costi operativi e i progetti di espansione, il dividendo diventa lo strumento più efficiente per restituire ai soci la liquidità in eccesso.

Perché investire in dividendi

Per l’investitore, la cedola rappresenta una vera e propria rendita passiva, utile sia per integrare le entrate personali sia per alimentare nuove operazioni attraverso il reinvestimento.

Inoltre, i dividendi offrono una protezione psicologica e finanziaria: poiché il loro valore non dipende direttamente dalle oscillazioni quotidiane dei prezzi, agiscono come un “ammortizzatore” capace di bilanciare eventuali fasi ribassiste del mercato azionario.

Approvazione e pagamento del dividendo

L’iter che porta all’erogazione del dividendo prevede:

  • Delibera: Il CdA (Consiglio di Amministrazione) formula la proposta su entità e tempi del dividendo, che deve poi essere ratificata ufficialmente dall’Assemblea dei Soci.

  • Stacco: In questa data, il prezzo del titolo cala di un valore corrispondente alla cedola.

  • Pagamento: L’accredito effettivo avviene solitamente due giorni lavorativi dopo lo stacco. Per averne diritto, è necessario possedere l’azione prima del giorno di stacco.

È possibile distinguere tra dividendi ordinari (ricorrenti e basati sui profitti annuali) e straordinari (legati a eventi una tantum). Infine, sebbene il pagamento avvenga di norma in contanti, esiste anche lo scrip dividend, che prevede l’assegnazione di nuove azioni anziché liquidità.

Cos’è il dividend yield e come si calcola

L’ammontare della cedola, di per sé, non è confrontabile tra diversi titoli. Per poter analizzare e comparare i dividendi tra varie società è necessario calcolare il dividend yield, un indicatore espresso in percentuale che mette in relazione il dividendo annuale per azione con il prezzo di mercato del titolo. La formula di calcolo è:

La formula di riferimento è:

(Dividendo annuale per azione / Prezzo corrente dell’azione) × 100

Il dividend yield permette di stabilire un paragone tra diverse società in termini di remunerazione sul capitale investito tramite i dividendi. Tendenzialmente, un yield più elevato rende un titolo più attraente per chi cerca entrate stabili dalle cedole.

Si tratta in ogni caso di un parametro statico, che non tiene conto dei rischi specifici dell’azienda né di eventuali variazioni future nella politica di distribuzione dei dividendi. Inoltre, un rendimento da dividendo molto elevato potrebbe indicare che il prezzo dell’azione è crollato a causa di problemi sottostanti nell’azienda o far presagire un taglio della cedola in futuro.

Ftse Mib, la classifica dei dividend yield

La tabella seguente ordina i titoli del Ftse Mib sulla base del dividend yield stimato, determinato usando i dividendi stimati (a valere sugli utili 2025) e le attuali quotazioni di mercato. Per ogni azione è indicato anche il dividendo complessivo distribuito del 2025 (riferito all’esercizio 2024) e i relativi rendimenti. Sono esclusi dividendi straordinari.

Ad occupare le prime posizioni sono soprattutto banche: Mps e Mediobanca sfiorano il 10,0%, Banco Bpm supera l’8% mentre Intesa Sanpaolo e Banca Popolare di Sondrio si attestano intorno al 6-7%.

In luce anche le aziende del settore oil & gas Eni e Saipem (6,4% e 5,5%) e la società di torri Inwit (7,7%), mentre il comparto delle utilities – tra cui Enel (5,3%) – offre dividend yield del 4-5%.

Tim e Fincantieri non hanno distribuito cedole quest’anno (le ultime risalgono rispettivamente al 2021 e al 2019), ma dovrebbero tornare a pagare il dividendo nel 2026.

Titolo Ultimo prezzo (€) Dividendo per azione (€) Dividend yield Prossimo dividendo stimato (€) Variazione stimata Dividendo a/a Dividend yield stimato
Mediobanca (**) 17,45 1,1500 6,6% 1,7020 48,0% 9,8%
Banca MPS 8,96 0,8600 9,6% 0,8650 0,6% 9,7%
Banco BPM 12,57 1,0000 8,0% 1,0220 2,2% 8,1%
Inwit 7,41 0,5156 7,0% 0,5710 10,7% 7,7%
Bca Pop Sondrio 17,01 0,8000 4,7% 1,2750 59,4% 7,5%
Intesa Sanpaolo 5,78 0,3410 5,9% 0,3700 8,5% 6,4%
Eni 16,47 1,0000 6,1% 1,0460 4,6% 6,4%
Nexi 3,76 0,2500 6,6% 0,2350 -6,0% 6,2%
BPER Banca 11,81 0,6000 5,1% 0,6860 14,3% 5,8%
Poste italiane 22,11 1,0800 4,9% 1,2280 13,7% 5,6%
Saipem 2,86 0,1700 5,9% 0,1580 -7,1% 5,5%
Banca Mediolanum 19,53 1,0000 5,1% 1,0600 6,0% 5,4%
Enel 9,03 0,4700 5,2% 0,4820 2,6% 5,3%
Snam 5,68 0,2905 5,1% 0,3000 3,3% 5,3%
Unipol Gruppo 19,62 0,8500 4,3% 0,9910 16,6% 5,1%
Tenaris (*) 18,87 0,8300 4,4% 0,9150 10,2% 4,9%
Azimut 36,90 1,7500 4,7% 1,7480 -0,1% 4,7%
Generali Assicurazioni 33,88 1,4300 4,2% 1,5860 10,9% 4,7%
UniCredit 71,29 2,4025 3,4% 3,2470 35,2% 4,6%
Terna 9,01 0,3962 4,4% 0,3990 0,7% 4,4%
Italgas 10,01 0,4060 4,1% 0,4360 7,4% 4,4%
A2A 2,49 0,1000 4,0% 0,1000 0,0% 4,0%
Hera 4,15 0,1500 3,6% 0,1600 6,7% 3,9%
FinecoBank 22,43 0,7400 3,3% 0,7900 6,8% 3,5%
Recordati 47,02 1,2700 2,7% 1,4300 12,6% 3,0%
Stellantis 8,31 0,6800 8,2% 0,2500 -63,2% 3,0%
Moncler 49,70 1,3000 2,6% 1,1950 -8,1% 2,4%
Iveco Group 18,86 0,3300 1,7% 0,3800 15,2% 2,0%
Amplifon 13,82 0,2900 2,1% 0,2680 -7,6% 1,9%
Lottomatica 20,76 0,3000 1,4% 0,4010 33,7% 1,9%
Telecom Italia 0,57 0,0000 0,0% 0,0100 1,7%
Diasorin 74,00 1,2000 1,6% 1,1850 -1,3% 1,6%
Buzzi 49,74 0,7000 1,4% 0,7510 7,3% 1,5%
STMicroelectronics (*) 24,95 0,3600 1,4% 0,3320 -7,8% 1,3%
Brunello Cucinelli 82,66 0,9400 1,1% 1,0400 10,6% 1,3%
Campari 6,11 0,0650 1,1% 0,0700 7,7% 1,1%
Ferrari 289,30 2,9860 1,0% 3,2270 8,1% 1,1%
Prysmian 95,34 0,8000 0,8% 0,9060 13,3% 1,0%
Leonardo 57,82 0,5200 0,9% 0,5450 4,8% 0,9%
Fincantieri 17,64 0,0000 0,0% 0,0120 0,1%

(*) Dividendo in dollari

(**) Il dividendo è riferito all’esercizio chiuso il 30 giugno 2025

Fonte: Bloomberg, elaborazione Ufficio Studi FOL, dati al 22 gennaio 2026. 

Le prossime cedole a Piazza Affari

Dopo gli acconti di Enel e Snam di questa settimana, rispettivamente pari a 0,23 euro e 0,1208 euro, il 23 febbraio Stmicroelectronics staccherà la quarta tranche – pari a 0,09 dollari – del dividendo cash da 0,36 dollari distribuito sugli utili del 2025.

Lo stesso giorno, per Banca Generali (Mid Cap) è prevista la seconda tranche (0,65 euro) del dividendo (complessivamente pari a 2,80 euro) riferito all’esercizio chiuso il 31 dicembre 2024.

Tra le società dell’EGM, il 2 febbraio stacca il dividendo H-Farm (cedola straordinaria da 0,06 euro), mentre il 9 febbraio è in arrivo il primo dividendo (0,06 euro) di Giocamondo Study.