Rubriche e analisi Dividend yield, la classifica del Ftse Mib: chi rende di più e chi meno (08/01/26)

Dividend yield, la classifica del Ftse Mib: chi rende di più e chi meno (08/01/26)

8 Gennaio 2026 15:20

I dividendi rappresentano un tema particolarmente caro agli investitori, soprattutto per la loro capacità di fornire un rendimento alternativo al capital gain sui titoli. Detenere titoli caratterizzati da un dividend yield elevato permette di costruire un flusso di cassa costante e pianificabile, ottimizzando al contempo la diversificazione del portafoglio e mitigando le oscillazioni di mercato. Di seguito, un’analisi dei titoli del Ftse Mib, con focus sui rendimenti da dividendo attuali e le proiezioni future. In coda, il calendario delle prossime cedole previste a Piazza Affari.

Perché le aziende distribuiscono dividendi

Le società scelgono di remunerare i propri soci con i dividendi per diverse finalità strategiche:

  • Fidelizzazione e fiducia: Restituire una quota degli utili è il modo principale per premiare l’azionariato. Una politica di dividendi stabili o crescenti funge da indicatore di salute finanziaria, comunicando al mercato la solidità della gestione.

  • Attrattività: Rendimenti generosi attirano investitori istituzionali e privati con un orizzonte temporale di lungo periodo, rendendo la base azionaria più solida.

  • Gestione del capitale: Quando un’azienda ha già coperto spese operative, investimenti e riserve per la crescita, il dividendo rappresenta un utilizzo efficiente della liquidità in eccesso.

Perché investire in dividendi

Per chi punta sulle cedole, i dividendi rappresentano una rendita passiva periodica, utile per integrare il reddito o per essere reinvestita.

Questa tipologia di proventi è indipendente dal capital gain (il guadagno derivante dalla vendita del titolo a un prezzo superiore rispetto a quello di acquisto); pertanto, le cedole fungono da “cuscinetto” protettivo, aiutando a bilanciare eventuali cali nelle quotazioni e rendendo il portafoglio complessivamente meno volatile.

Come viene definito e pagato il dividendo

Il processo che porta all’erogazione del dividendo segue passaggi precisi:

  • Delibera: Il Consiglio di Amministrazione propone l’entità e la modalità di distribuzione della cedola, che deve poi ricevere il via libera definitivo dall’Assemblea degli Azionisti.

  • Stacco e pagamento: Alla data di “stacco”, il valore dell’azione si riduce in misura pari all’importo del dividendo. L’accredito materiale della somma avviene di norma dopo due giorni lavorativi e spetta a chi possiede le azioni prima della data di stacco.

Il dividendo può essere ordinario, se segue la normale politica di remunerazione aziendale, o straordinario, se legato a eventi eccezionali e non ricorrenti. Sebbene il pagamento in contanti sia la prassi, talvolta le società optano per lo scrip dividend, ovvero la distribuzione di nuove azioni tramite un aumento di capitale gratuito.

Cos’è il dividend yield e come si calcola

L’ammontare della cedola, di per sé, non è confrontabile tra diversi titoli. Per poter analizzare e comparare i dividendi tra varie società è necessario calcolare il dividend yield, un indicatore espresso in percentuale che mette in relazione il dividendo annuale per azione con il prezzo di mercato del titolo. La formula di calcolo è:

La formula di riferimento è:

(Dividendo annuale per azione / Prezzo corrente dell’azione) × 100

Il dividend yield permette di stabilire un paragone tra diverse società in termini di remunerazione sul capitale investito tramite i dividendi. Tendenzialmente, un yield più elevato rende un titolo più attraente per chi cerca entrate stabili dalle cedole.

Si tratta in ogni caso di un parametro statico, che non tiene conto dei rischi specifici dell’azienda né di eventuali variazioni future nella politica di distribuzione dei dividendi. Inoltre, un rendimento da dividendo molto elevato potrebbe indicare che il prezzo dell’azione è crollato a causa di problemi sottostanti nell’azienda o far presagire un taglio della cedola in futuro.

Ftse Mib, la classifica dei dividend yield

La tabella seguente ordina i titoli del Ftse Mib sulla base del dividend yield stimato, determinato usando i dividendi stimati (a valere sugli utili 2025) e le attuali quotazioni di mercato. Per ogni azione è indicato anche il dividendo complessivo distribuito del 2025 (riferito all’esercizio 2024) e i relativi rendimenti. Sono esclusi dividendi straordinari.

Ad occupare le prime posizioni sono soprattutto banche: Mps e Mediobanca sfiorano il 10,0%, Banco Bpm supera l’8% mentre Intesa Sanpaolo e Banca Popolare di Sondrio si attestano intorno al 6-7%.

In evidenza anche le aziende del settore oil & gas Eni e Saipem (6,6% e 6,3%) e la società di torri Inwit (7,3%), mentre il comparto delle utilities – tra le quali spicca Enel (5,3%) – offre dividend yield del 4-5%.

In coda alla graduatoria, con rendimenti sotto l’1%, Interpump e Leonardo. Tim non ha distribuito cedole quest’anno (l’ultima risale al 2021), ma ha promesso un ritorno al dividendo nel 2026.

Titolo Ultimo prezzo (€) Dividendo per azione (€) Dividend yield Prossimo dividendo stimato (€) Variazione stimata Dividendo a/a Dividend yield stimato
Banca MPS 8,88 0,8600 9,7% 0,8650 0,6% 9,7%
Mediobanca (**) 17,84 1,1500 6,4% 1,7170 49,3% 9,6%
Banco BPM 12,67 1,0000 7,9% 1,0290 2,9% 8,1%
Inwit 7,79 0,5156 6,6% 0,5700 10,6% 7,3%
Bca Pop Sondrio 17,38 0,8000 4,6% 1,2650 58,1% 7,3%
Eni 15,81 1,0000 6,3% 1,0460 4,6% 6,6%
Intesa Sanpaolo 5,90 0,3410 5,8% 0,3720 9,1% 6,3%
Saipem 2,54 0,1700 6,7% 0,1580 -7,1% 6,2%
Nexi 4,00 0,2500 6,3% 0,2340 -6,4% 5,9%
BPER Banca 12,07 0,6000 5,0% 0,6940 15,7% 5,7%
Poste italiane 22,27 1,0800 4,8% 1,2290 13,8% 5,5%
Banca Mediolanum 19,86 1,0000 5,0% 1,0460 4,6% 5,3%
Enel 9,27 0,4700 5,1% 0,4830 2,8% 5,2%
Tenaris (*) 17,01 0,8300 4,9% 0,8650 4,2% 5,1%
Snam 5,92 0,2905 4,9% 0,3000 3,3% 5,1%
Unipol Gruppo 20,50 0,8500 4,1% 0,9910 16,6% 4,8%
Azimut 36,73 1,7500 4,8% 1,7480 -0,1% 4,8%
UniCredit 70,34 2,4025 3,4% 3,2660 35,9% 4,6%
Generali Assicurazioni 35,01 1,4300 4,1% 1,5850 10,8% 4,5%
Terna 9,42 0,3962 4,2% 0,3990 0,7% 4,2%
A2A 2,40 0,1000 4,2% 0,1000 0,0% 4,2%
Italgas 10,56 0,4060 3,8% 0,4370 7,6% 4,1%
Hera 4,18 0,1500 3,6% 0,1600 6,7% 3,8%
FinecoBank 22,32 0,7400 3,3% 0,7890 6,6% 3,5%
Recordati 48,76 1,2700 2,6% 1,4250 12,2% 2,9%
Stellantis 9,11 0,6800 7,5% 0,2240 -67,1% 2,5%
Moncler 52,52 1,3000 2,5% 1,1950 -8,1% 2,3%
Iveco Group 18,83 0,3300 1,8% 0,3800 15,2% 2,0%
Amplifon 13,39 0,2900 2,2% 0,2680 -7,6% 2,0%
Telecom Italia 0,54 0,0000 0,0% 0,0100 1,9%
Lottomatica 22,62 0,3000 1,3% 0,4010 33,7% 1,8%
Diasorin 72,16 1,2000 1,7% 1,1840 -1,3% 1,6%
Buzzi 52,40 0,7000 1,3% 0,7480 6,9% 1,4%
STMicroelectronics (*) 24,51 0,3600 1,5% 0,3340 -7,2% 1,4%
Campari 5,71 0,0650 1,1% 0,0700 7,7% 1,2%
Brunello Cucinelli 95,16 0,9400 1,0% 1,0370 10,3% 1,1%
Prysmian 89,92 0,8000 0,9% 0,9380 17,3% 1,0%
Ferrari 312,90 2,9860 1,0% 3,2300 8,2% 1,0%
Leonardo 58,80 0,5200 0,9% 0,5160 -0,8% 0,9%
Interpump Group 46,92 0,3300 0,7% 0,3370 2,1% 0,7%

(*) Dividendo in dollari

(**) Il dividendo è riferito all’esercizio chiuso il 30 giugno 2025

Fonte: Bloomberg, elaborazione Ufficio Studi FOL, dati all’8 gennaio 2026. 

Le prossime cedole a Piazza Affari

I primi dividendi importanti del 2026 arriveranno il 19 gennaio, quando Enel e Snam staccheranno l’acconto a valere sul 2025, rispettivamente pari a 0,23 euro e 0,1208 euro.

Il 9 febbraio è in arrivo il primo dividendo (0,06 euro) di Giocamondo Study (quotata su EGM).

Il 23 febbraio, Stmicroelectronics staccherà la quarta tranche – pari a 0,09 dollari – del dividendo cash da 0,36 dollari distribuito sugli utili del 2025.

Lo stesso giorno, per Banca Generali (Mid Cap) è prevista la seconda tranche (0,65 euro) del dividendo (complessivamente pari a 2,80 euro) riferito all’esercizio chiuso il 31 dicembre 2024.