Rubriche e analisi Commodity della settimana: argento, tra geopolitica e Fed in attesa di una nuova direzione

Commodity della settimana: argento, tra geopolitica e Fed in attesa di una nuova direzione

20 Febbraio 2026 09:03

Il future sull’argento prova a rimettersi in carreggiata dopo il violento squeeze in entrambe le direzioni di inizio anno, quando la corsa speculativa aveva alimentato un rally verticale seguito da prese di profitto altrettanto rapide. Nelle ultime sedute il metallo bianco è tornato a muoversi in area di consolidamento, sostenuto da un mix di tensioni geopolitiche, attese sui tassi USA e scambi ridotti sui mercati asiatici. Il quadro resta però tutt’altro che lineare: da un lato cresce la domanda di bene rifugio, dall’altro il dollaro più tonico e la prospettiva di tassi “più alti, più a lungo” potrebbero rappresentare un freno per tutto il comparto dei metalli preziosi. Di seguito l’analisi tecnica del future quotato al Comex.

Mercato dell’argento: la condizione di domanda ed offerta

Riflettori che tornano sull’argento dopo settimane di euforia seguite da giorni di panico che hanno alimentato la volatilità sul metallo bianco. Il primo driver da monitorare arriva dallo scenario internazionale: il confronto tra Stati Uniti e Iran si è riacceso dopo i nuovi avvertimenti di Washington sul dossier nucleare e le minacce di possibili ritorsioni iraniane contro basi americane in caso di attacco. In parallelo, lo stallo diplomatico sul fronte russo-ucraino mantiene alta l’incertezza sul medio periodo. In questo contesto gli investitori hanno mostrato un ritorno verso i porti sicuri tradizionali, con flussi che hanno interessato l’intero comparto dei metalli preziosi. L’argento, spesso affiancato all’oro come bene rifugio ma con una volatilità più elevata, ha beneficiato di questo clima di nervosismo, recuperando parte del terreno perso dopo la correzione di inizio anno.

Sul fronte macro, l’attenzione resta concentrata sulla Federal Reserve con i verbali dell’ultima riunione FOMC che mostrano un Comitato spaccato tra chi vede lo spettro dell’inflazione ancora vivo e vegeto e coloro che invece sarebbero pronti a sostenere un percorso di allentamento più deciso se l’inflazione dovesse rientrare verso l’obiettivo. Gli effetti più recenti si vedono su un dollaro che si è mantenuto su livelli relativamente robusti, rendendo meno appetibile l’acquisto di metalli espressi in valuta USA per chi opera in altre divise. La vera bussola per le prossime settimane saranno i dati sulle richieste settimanali di sussidio di disoccupazione, sull’inflazione e, più avanti, il quadro completo del mercato del lavoro.

Un altro elemento da non sottovalutare è il comportamento dei mercati asiatici. Nella settimana del Capodanno lunare, con le piazze cinesi chiuse, i volumi di scambio sui future sono risultati insolitamente sottili. In un contesto di liquidità ridotta anche ordini relativamente contenuti possono generare movimenti ampi, accentuando gli strappi di breve periodo.

Punto tecnico sul grafico del future

Il future dell’argento mostra un 2026 ancora positivo con un progresso di circa +9,7%, sebbene nelle ultime settimane si sia registrata una flessione significativa che ha riportato volatilità sul metallo. L’evoluzione grafica sul daily evidenzia una dinamica particolarmente accentuata, con un’accelerazione che ha assunto connotati quasi parabolici prima della brusca inversione.

Rispetto alla precedente analisi, il prezzo ha rotto la struttura del canale rialzista meno inclinato (in arancione), sviluppando un secondo impulso verticale ancora più pendente. L’intero movimento si è configurato come una fase di forte espansione direzionale culminata oltre i $ 120/oncia, livello dal quale è poi scattata una correzione altrettanto rapida e profonda.

Dopo il massimo, l’argento ha trovato supporto sul limite superiore del canale inferiore (in arancione), che mantiene al momento la propria validità tecnica. Lo scenario preserva un’impostazione costruttiva di fondo, ma l’evoluzione si inserisce all’interno di una correzione irregolare ed ancora incompleta. Il rischio nel breve è che il mercato debba attraversare una fase di distribuzione o di congestione laterale per riassorbire gli eccessi accumulati.

L’RSI a 14 periodi aveva già anticipato l’esagerazione con una doppia divergenza ribassista (in rosso), segnale che ha trovato conferma nella successiva correzione. Ora l’oscillatore si muove in prossimità dei supporti dinamici e statici, che finora hanno retto. Eventuali breakout di queste soglie potrebbero fornire indicazioni sulla natura della fase correttiva: una rottura al ribasso rafforzerebbe l’ipotesi di estensione negativa, mentre una tenuta favorirebbe uno scenario di consolidamento prima di nuovi tentativi rialzisti.

Il trend primario rimane impostato al rialzo, ma la struttura appare in fase di riequilibrio, con il mercato chiamato a dimostrare la capacità di assorbire la volatilità senza compromettere i livelli tecnici chiave.