Punto dell'Esperto Mercati sui massimi, ma il rischio torna dal petrolio: cosa fare ora

Mercati sui massimi, ma il rischio torna dal petrolio: cosa fare ora

Pubblicato 24 Aprile 2026 Aggiornato 27 Aprile 2026 09:04

I mercati azionari continuano a muoversi in una fase apparentemente solida, con gli indici principali ancora vicini ai massimi recenti. Il Nasdaq, in particolare, resta il principale driver del movimento, sostenuto dalla forza del comparto tecnologico.

Allo stesso tempo, però, il contesto è diventato più instabile. Nelle ultime ore sono tornate tensioni nell’area dello stretto di Hormuz, uno dei punti più delicati per il traffico mondiale di petrolio. Questo significa che il rischio geopolitico non è scomparso, ma resta un fattore attivo e potenzialmente in grado di influenzare i mercati.
In sintesi: il mercato è forte, ma meno tranquillo di quanto sembri.

I principali rischi

I fattori da monitorare nelle prossime settimane sono:
• evoluzione delle tensioni in Medio Oriente
• andamento del prezzo del petrolio
• possibili effetti sull’inflazione
• reazioni delle banche centrali
• tenuta del rialzo anche al di fuori del settore tecnologico

Il vero punto oggi non è tanto se il mercato salirà o scenderà, ma quanto sarà stabile il contesto.

Asset allocation: portafoglio invariato

Nel portafoglio modello a rischio medio (3 su 6) non vengono introdotte modifiche.

L’asset allocation resta:
• 50% azionario
• 40% obbligazionario
• 10% monetario

Nonostante la forza dei mercati, abbiamo scelto di non aumentare ulteriormente l’esposizione azionaria.

Il motivo è semplice: il rialzo è stato rapido e in parte legato a fattori geopolitici. In queste fasi è preferibile attendere conferme piuttosto che inseguire i prezzi sui massimi. Allo stesso tempo, non ci sono segnali per ridurre il rischio: la struttura resta positiva.

Focus: mercato italiano e stagionalità

Un elemento interessante riguarda il mercato italiano. Storicamente, il FTSE MIB tende a segnare un massimo relativo del primo semestre intorno al terzo venerdì di maggio, spesso in coincidenza con le scadenze tecniche.

Questo non è un segnale di vendita automatico, ma indica che ci stiamo avvicinando a una fase in cui è più probabile vedere:
• prese di profitto
• consolidamenti
• movimenti meno lineari

Cosa aspettarsi ora

Il mercato si trova in una fase di equilibrio delicato:
• da un lato, la forza del Nasdaq e la stagionalità favorevole supportano il trend
• dall’altro, il rischio geopolitico e il petrolio rappresentano un potenziale fattore di instabilità

Per una continuazione del rialzo serviranno:
• stabilità sul fronte geopolitico
• petrolio sotto controllo
• maggiore partecipazione al rialzo (non solo tecnologia)

Conclusione

I mercati stanno mostrando una buona capacità di tenuta, ma il contesto è diventato più complesso. In queste fasi, la strategia più efficace non è inseguire il movimento, ma mantenere equilibrio e flessibilità. Il portafoglio resta invariato proprio per questo: partecipare al rialzo senza esporsi eccessivamente, lasciandosi spazio per intervenire quando il quadro sarà più chiaro.

Come sempre, disciplina e gestione del rischio fanno la differenza.

S&P500: 1. grafico settimanale con indicatore proprietario che svolge ruolo di supporto dinamico. 2. Supporti e resistenze statiche. 3. Forecasting.

FTSEMIB: 1. grafico settimanale con indicatore proprietario che svolge ruolo di supporto dinamico. 2. Supporti e resistenze statiche. 3. Forecasting.