Calma apparente sui dati di crescita e inflazione negli Stati Uniti
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Ieri il risk-sentiment è stato limitato sugli indici europei e statunitensi, poiché gli investitori hanno probabilmente deciso di realizzare profitti sull’ultimo rally e farsi da parte prima della pubblicazione di nuovi dati. Mary Daly, membro della Federal Reserve (Fed), ha dichiarato che avrebbe sostenuto un ulteriore allentamento della politica monetaria, ma ha sottolineato la necessità di procedere con cautela per evitare sovrasterzi. I suoi commenti sono arrivati il giorno dopo che Jerome Powell si è astenuto dall’impegnarsi in ulteriori tagli dei tassi, citando i persistenti rischi di inflazione. Ha anche osservato che le valutazioni degli asset sembrano elevate, ma, ovviamente, questo non è il mandato della Fed. Abbassare i tassi e aumentare le previsioni di crescita aiuta sicuramente, Jerome! In ogni caso, è improbabile che i commenti della Fed di questa settimana forniscano un ampio supporto al mercato.
Le notizie relative all’intelligenza artificiale e al settore rimangono positive: Nvidia ha dichiarato che investirà fino a 100 miliardi di dollari in OpenAI, mentre OpenAI prevede di investire circa 400 miliardi di dollari per sviluppare cinque nuovi data center negli Stati Uniti, a dimostrazione di una continua rotazione di capitale verso i soggetti appartenenti a questo esclusivo club tecnologico. Tuttavia, gli investitori sembrano esitanti ad acquistare di più questa settimana.
Micron, ad esempio, ha registrato un trimestre esplosivo, con ricavi e utili che hanno superato le aspettative grazie all’insaziabile domanda di intelligenza artificiale e ai margini in forte crescita della memoria cloud. Eppure, il titolo è sceso di quasi il 3%, con gli investitori che hanno incassato dopo la sua corsa stellare. Le previsioni erano rialziste – indicando vendite e utili ancora più consistenti, con la capacità HBM esaurita entro il 2026 – ma sono rimaste insufficienti ad attrarre più investitori, portando gli investitori a chiedersi se – dopo un rally del 170% da aprile – la storia di Micron sia già scontata o se si tratti solo di una pausa prima del prossimo rialzo? Solo il tempo lo dirà.
Dall’altra parte del mondo, gli investitori non sono ancora pronti a realizzare profitti, poiché potrebbero essere disponibili ulteriori guadagni. Alibaba è balzata di oltre il 9% ieri ed è di nuovo in rialzo questa mattina, testando massimi che non si vedevano dal 2021. Alcuni potrebbero gridare “bolla”, ma l’azienda viene scambiata a un PE di circa 26 rispetto ai circa 33 di Amazon, quindi è ancora più conveniente, sebbene il divario si stia riducendo. Potrebbe esserci ancora spazio per ulteriori rialzi per i titoli tecnologici cinesi, supportati dai fondi nazionali, ma le valutazioni saranno presto sottoposte a verifica.
Oggi, tutti gli occhi sono puntati sull’ultimo aggiornamento del PIL statunitense, un punto di riferimento fondamentale per gli investitori. Si prevede che la crescita statunitense sia rimbalzata al 3,3% nel secondo trimestre, dopo la brusca interruzione della guerra commerciale nel primo trimestre, a sostegno della narrazione di un “atterraggio morbido”. Ma un atterraggio morbido è un’arma a doppio taglio: un dato più forte del previsto potrebbe riaccendere i timori che la Fed possa astenersi da ulteriori tagli ai tassi, soprattutto l’anno prossimo, quando i membri della Fed avranno opinioni divergenti. Questo scenario spingerebbe i rendimenti obbligazionari al rialzo, rafforzerebbe il dollaro USA e peserebbe sulle azioni. Al contrario, un dato del PIL più debole probabilmente rafforzerebbe le scommesse su un ulteriore allentamento della Fed, facendo scendere i rendimenti, sostenendo le azioni e indebolendo il dollaro. Insieme ai dati PCE di domani, il dato del PIL di oggi potrebbe dare il tono a obbligazioni, azioni e valute dopo settimane di cambiamenti accomodanti nelle aspettative della Fed.
Sul mercato valutario, il dollaro USA ha rimbalzato ieri, limitando i guadagni di valute principali come EURUSD e Cable vicino a livelli psicologici chiave. L’EUR/USD ha incontrato solide offerte sopra 1,18, mentre il Cable non è riuscito a difendere 1,35. Come ho notato la scorsa settimana dopo la decisione della Fed, una lieve correzione al rialzo del dollaro è possibile con l’adeguamento delle aspettative accomodanti. I dati che mostrano una crescita resiliente, posti di lavoro o prezzi più elevati dovrebbero sostenere la ripresa del dollaro, sebbene le prospettive a medio/lungo termine rimangano negative a causa del calo della propensione per il debito statunitense e dei crescenti dubbi sullo status di riserva globale del dollaro, a causa del ritiro degli Stati Uniti dagli impegni commerciali e militari.
Ma ehi, non è solo il debito statunitense a essere poco amato: anche i gilt britannici rimangono fuori dai favori del mercato. Le aste dei titoli del Tesoro britannici di questa settimana hanno evidenziato il crescente malcontento degli investitori: la domanda per il titolo trentennale è stata la più debole dal 2022, mentre la vendita a 5 anni ha registrato il margine di sicurezza più esiguo in quasi due anni. Un appetito tiepido sottolinea come le crescenti preoccupazioni per il bilancio stiano pesando sul debito a lungo termine e, di conseguenza, sulle prospettive di crescita del Regno Unito, in un momento in cui le pressioni inflazionistiche tengono le mani legate alla Banca d’Inghilterra (BoE). La sterlina sembra poco attraente in vista del bilancio autunnale.