News Asset Class Indici e quotazioni Wti indebolisce le borse Usa, inflazione “core” ai massimi dal 2012

Wti indebolisce le borse Usa, inflazione “core” ai massimi dal 2012

Pubblicato 19 Febbraio 2016 Aggiornato 19 Luglio 2022 14:40
Il nuovo tonfo del greggio (-3,61% del Wti a 31,74$) penalizza l'azionario a stelle strisce. Causa il -1,29% del comparto energetico e il -0,91% dei titoli legati alle risorse di base, il Dow Jones segna un calo dello 0,32% e lo S&P500 arretra di un quarto di punto percentuale. +0,3% per il Nasdaq in scia del +0,6% di Alphabet e Facebook.

Vendite invece su Deere & Co. (-3,71%) che nonostante un utile sopra le stime paga pegno a un outlook troppo timido: l'utile è visto a 1,3 miliardi, al di sotto sia degli 1,4 miliardi indicati precedentemente e sia degli 1,34 miliardi del consenso Bloomberg. Segno meno anche per Best Buy (-3,80%) su cui Goldman Sachs (-0,60%) ha ridotto la valutazione a "neutral" e +0,84% per Starbucks, da "comprare" per Nomura Securities.

In agenda macro i numeri relativi l'inflazione, che a gennaio non ha fatto registrare variazioni congiunturali in versione completa ed ha messo a segno un +0,3% nel caso dell'indice "core", quello calcolato al netto di alimentari e prodotti energetici. L'indice depurato su base annua segna un +2,2%, il dato maggiore dal 2012.

Fiducia nell'economia statunitense è stata espressa da Loretta Mester, Presidente della Federal Reserve di Cleveland. "Sto monitorando la situazione e, fino a che non rileverò il contrario, mi attendo che l'economia statunitense superi le attuali turbolenze di mercato", ha detto Mester in occasione di un intervento al Global Interdepedence Center di Sarasota, in Florida. Anche se un calo più pronunciato dei mercati finanziari potrebbe riversarsi sull'economia, "finora non abbiamo assistito a questo fenomeno". Mester ha poi citato l'andamento dei consumi che hanno iniziato il 2016 "in forte crescita".