1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3. Indici e quotazioni ›› 

Wall Street punta su guarigione Trump e stimoli Congresso Usa. Ma attenti all’outlook sul Pil Usa

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

Wall Street positiva, con gli operatori di mercato che scommettono sul miglioramento delle condizioni di salute di Donald Trump e sull’arrivo del tanto atteso piano di stimoli fiscali da parte del Congresso Usa, a favore di imprese e famiglie.

Il Dow Jones balza di oltre +260 punti (+0,95%), a 27.944,80 punti; il Nasdaq fa +127 punti (+1,15%), a 11.200 punti. Lo S&P avanza dello 0,93% a 3.379 punti circa.

Il pericolo volatilità è sempre dietro l’angolo, vista l’incertezza sugli sviluppi della pandemia COVID-19 e anche sull’esito delle elezioni presidenziali Usa, ormai alle porte.

L’Election Day è infatti il prossimo 3 novembre, e uno dei candidati, per l’appunto Trump, è stato infettato dal coronavirus.

Trump è stato trasferito al Walter Reed National Military Medical Center venerdì scorso, dopo aver annunciato su Twitter di essere risultato positivo al test del coronavirus, così come la moglie, la First Lady Melania Trump.

Nella conferenza stampa tenuta di fronte all’ospedale, nella giornata di ieri, il suo medico Sean Conley, incalzato dai giornalisti, ha alimentato nuovi dubbi tra gli elettori e i cittadini Usa sulle sue condizioni di salute.

Conley ha affermato che le condizioni di Trump sono effettivamente migliorate dal suo ingresso in ospedale. Tuttavia, il medico ha rivelato anche che i livelli di saturazione dell’ossigeno sono scesi al di sotto del 95% per due volte, una volta lo scorso venerdì e una volta sabato scorso.

Al presidente è stato dato dell’ossigeno supplementare almeno una volta, e le cure includono la terapia a base di steroidi, attraverso la somministrazione di desometasone, che di norma avviene solo nel trattamento di casi gravi di coronavirus COVID-19.

Detto questo, secondo il team medico che segue Trump, il presidente potrebbe essere dimesso dall’ospedale nella giornata di oggi. Ed è su questo che i mercati stanno puntando, per liberarsi almeno di un elemento di incertezza.

Allo stesso tempo, Wall Street scommette per l’appunto sull’arrivo del tanto atteso di pacchetto di aiuti da parte del Congresso.

Lo scorso venerdì la Speaker della Camera Nancy Pelosi ha parlato di progressi nelle trattative, sottolineando che si continua a lavorare “sul test in modo da procedere velocemente e facilitare un accordo”.

Pelosi ha lanciato un appello all’industria americana, affinché ritardi i licenziamenti pianificati. In particolare, la leader dei democratici alla Camera ha affermato che aiuti a favore dei dipendenti del settore aereo sarebbero “imminenti”.

Dal canto suo Trump ha messo il Congresso sotto pressione, postando su Twitter un appello perché si raggiunga un accordo: “Lavorate insieme e concludete!”, ha scritto.

La propensione al rischio è confermata anche dal forex: l’euro sale sul dollaro con +0,55% a $1,1781, balzando anche sulla sterlina (+0,18% a GBP 0,9071); dollaro yen in rialzo dello 0,21% a JPY 105,57.

Intanto, da un sondaggio, emerge che gli esperti sono meno fiduciosi nella capacità di recupero dell’economia Usa, affossata, così come quella globale, dagli effetti della pandemia da coronavirus.

La National Association for Business Economists, associazione di cui fanno parte 52 economisti, ha rivisto al ribasso le stime sul tasso di crescita dell’ultimo trimestre di quest’anno e del 2021.

L’outlook del Pil Usa relativo al periodo ottobre-dicembre di quest’anno è stato abbassato a +4,9%, dal +6,8% atteso nel mese di giugno. Per l’intero 2020, la previsione è di una contrazione del 4,3% su base annua.

La stima mediana per la crescita reale del Pil relativo al 2021 è stata abbassata invece a un tasso annuale del 3,6%, rispetto al +4,8% previsto a giugno.

Dal sondaggio è emerso anche che più della metà degli economisti ritiene che qualcosa come il 10-20% dei posti di lavoro persi durante la pandemia non sarà più recuperato.

Gli economisti sono divisi su quando il Pil Usa riuscirà, secondo loro, a tornare ai livelli precedenti la pandemia. Un terzo ritiene che ciò avverrà nel secondo semestre del 2021, 1/3 crede che ciò accadrà nella prima metà del 2022 e 1/3 a fine 2022.