Wall Street prova il rimbalzo dopo saliscendi tensioni Usa-Iran, fragile tregua tiene petrolio in allerta
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Previsto un avvio in rally per i mercati dopo le turbolenze di settimana scorsa che hanno attraversato soprattutto il settore tech. A tenere banco sono ancora una volta gli sviluppi in Medio Oriente dopo le tensioni del fine settimana. Sguardo anche ai prossimi dati sul mercato del lavoro Usa.
Usa-Iran, gli ultimi sviluppi
L’attacco statunitense contro obiettivi militari iraniani nel fine settimana aveva minacciato di far deragliare i negoziati volti a porre fine al conflitto. Washington ha accusato Teheran di azioni ostili nell’area dello Stretto di Hormuz, uno dei principali snodi mondiali per il trasporto di petrolio. L’escalation di tensione ha visto una superpetroliera che trasportava greggio del Qatar colpita vicino allo Stretto di Hormuz.
A mantenere alta la tensione hanno contribuito anche le dichiarazioni del presidente Donald Trump, che ha lasciato aperta la porta a nuove operazioni militari qualora la crisi dovesse aggravarsi. Trump ha scritto su Truth Social che gli Stati Uniti potrebbero “completare militarmente il lavoro che abbiamo iniziato con grande successo. Se ciò accadesse, la Repubblica islamica dell’Iran non esisterebbe più!”.
Ieri il clima si è disteso con Stati Uniti e Iran che hanno concordato una sospensione delle ostilità e hanno permesso il libero transito delle navi commerciali nello Stretto di Hormuz.
“I colloqui tecnici proseguiranno su tutti i punti del protocollo d’intesa”, ha dichiarato domenica un funzionario statunitense. “Entrambe le parti faranno un passo indietro per il momento e le navi potranno circolare liberamente”. Le due parti hanno concordato di incontrarsi martedì a Doha, secondo quanto riportato da Axios.
Wall Street torna a sorridere
Le attese sui mercati sono tornate quindi positive e Wall Street tenterà oggi il rimbalzo. I future sui principali indici americani si muovono tutti in rialzo sulla scia delle attese per una tregua tra Washington e Teheran. I contratti sullo S&P 500 avanzano dello 0,6%, quelli sul Nasdaq 100 dello 0,8%.
Settimana scorsa aveva visto l’S&P 500 perdere circa il 2%, mentre il Nasdaq aveva ceduto il 4,6%, penalizzato dalle forti vendite sui grandi nomi della tecnologia. Nvidia e Alphabet avevano lasciato sul terreno oltre l’8%, mentre Meta, Apple e Amazon avevano registrato ribassi superiori al 4%. Ancora più pesante il bilancio per SpaceX, sprofondata del 17%.
Il petrolio rimane sull’attenti
Il clima resta comunque improntato alla prudenza e le quotazioni del greggio si mantengono in rialzo, anche se in maniera più contenuta rispetto a quanto sarebbe successo senza un accordo Usa-Iran. Il Brent tratta intorno ai 72 dollari al barile, in progresso dello 0,8%. Il mercato continua a monitorare il rischio di eventuali interruzioni delle forniture provenienti dal Golfo Persico, che potrebbero alimentare nuove pressioni inflazionistiche e complicare ulteriormente il lavoro della Federal Reserve.
Tra gli altri asset poco mossi oro (in area 4.080 dollari l’oncia) e il Bitcoin che galleggia a ridosso dei 60mila dollari.
Questa settimana riflettori anche sui dati macro Usa. A causa della festività del 4 luglio negli Stati Uniti, il rapporto sull’occupazione di giugno sarà pubblicato in anticipo, giovedì 3. Le indicazioni provenienti dal mercato del lavoro, insieme a quelli dell’inflazione, sono determinanti per l’orientamento della Fed nei prossimi mesi, con la prima riunione a guida Kein Warsh che ha mostrato una banca centrale Usa molto più proiettata verso un possibile rialzo dei tassi entro fine 2026.