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Wall Street: futures deboli dopo rally firmato Biden. United Airlines giù dopo annus horribilis Covid-19

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Futures su Wall Street deboli, dopo il rally della vigilia. Ieri, nel giorno dell’inaugurazione della presidenza di Joe Biden, il Dow Jones Industrial Average ha chiuso in rialzo di 257,86 punti al nuovo record di chiusura di 31.188,38 punti; lo S&P 500 è balzato dell’1,4%, testando anch’esso un valore di chiusura record, a 3.851,85. Il Nasdaq Composite ha segnato un rally di quasi il 2%, a 13.457,25, testando un nuovo valore massimo.

Alle 11.51 ora italiana, i futures sul Dow Jones sono piatti, con una variazione pari a +0,04%; i futures sul Nasdaq salgono dello 0,36%, mentre quelli sullo S&P 500 avanzano dello 0,12%.

L’ottimismo di ieri è stato sostenuto dalla speranza da parte degli investitori sull’arrivo di nuovi bazooka anti-Covid, anche sulla base delle recenti dichiarazioni dell’ex presidente della Federal Reserve Janet Yellen, nominata da Biden per l’incarico di segretario al Tesoro Usa.

Yellen ha chiaramente detto che, per ora, vista la situazione di emergenza, la questione del debito Usa può essere accantonata, dando la priorità a misure di stimolo per mettere in sicurezza l’economia americana. E lo stesso Biden ha annunciato nei giorni scorsi un piano di stimoli del valore di $1,9 trilioni.

La stagione delle trimestrali Usa intanto prosegue e oggi, dopo la chiusura della sessione a Wall Street, pubblicheranno i risultati di bilancio, tra i gruppi più noti, Intel e IBM.

Protagonista in borsa United Airlines, in calo di oltre -2% in premercato dopo la comunicazione dei conti, che ha messo in evidenza la quarta perdita di bilancio consecutiva su base trimestrale, a causa degli effetti della pandemia da coronavirus.

La compagnia aerea Usa prevede tra l’altro di riportare nel primo trimestre del 2021 un tonfo del fatturato compreso tra il 65% e il 70% rispetto allo steso periodo del 2019, dunque di due anni fa. United ritiene che il 2021 sarà un anno di transizione e che sorpasserà i margini EBTDA adjusted riportati nel 2019 entro il 2023.

Nel quarto trimestre del 2020 la società ha sofferto una perdita netta di $1,9 miliardi, rispetto all’utile di $641 milioni del quarto trimestre del 2019.

Il giro d’affari è crollato del 69% a $3,41 miliardi, al di sotto dei $3,44 miliardi attesi. Nell’intero 2020, la perdita netta è stata di $7,07 miliardi, al record dal 2005, stando ai numeri di FactSet.

Dal fronte macroeconomico Usa, sarà diffuso alle 14.30 ora italiana il report delle richieste iniziali dei sussidi di disoccupazione. Gli economisti intervistati dall’agenzia Dow Jones prevedono un calo del numero degli americani che hanno fatto richiesta per la prima volta per ottenere i sussidi a 925.000 unità, dalle 965.000 unità della settimana precedente.

Focus anche sull’annuncio della Bce sui tassi e su altri strumenti già dispiegati per mettere in sicurezza l’economia dell’Eurozona (come il QE pandemico PEPP), in calendario alle 13.45, e della conferenza stampa della numero Christine Lagarde, prevista per le 14.30.

François Rimeu, senior strategist di La Française AM, fa notare che, “dopo gli annunci fatti a dicembre sull’aumento della portata del PEPP e sui termini del TLTRO, le attese sono molto basse e per questo non ci aspettiamo grandi novità dal prossimo meeting”.