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Wall Street: Dow Jones -200 punti, dati alimentano timori su reflazione e mercato del lavoro. Wal-Mart -6% dopo bilancio

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Wall Street in ribasso, sulla scia dei brutti numeri arrivati dal mercato del lavoro e dei risultati di bilancio deludenti di Wal-Mart.

Il Dow Jones cede più di 200 punti (-0,68%), a 31.396 punti circa; lo S&P arretra dello 09,63%, a 3.906 punti, mentre il Nasdaq cede lo 0,87% a 13.843 punti. Sempre protagonisti i timori su una brusca improvvisa impennata del tasso di inflazione Usa, complice il boom dei prezzi del petrolio, che hanno testato nuovi massimi, e il rialzo dei rendimenti dei Treasuries. I tassi decennali salgono al di sopra della soglia dell’1,31%.

Le preoccupazioni sulla reflazione erano tornate in primo piano già ieri, in qualche modo, con la pubblicazione dell’indice dei prezzi alla produzione degli Stati Uniti, che a gennaio è balzato dell’1,3%, riportando il rialzo più forte dal 2009.

Oggi è tato diffuso l’indice dei prezzi alle importazioni, balzato dell’1,4%, al ritmo record dal marzo del 2012.

Focus anche sul dato relativo alle richieste iniziali dei sussidi di disoccupazione che, nella settimana terminata il, sono balzate a 861.000 unità, ben oltre le 773.000 unità stimate, a conferma di come il mercato del lavoro americano continui a soffrire gli effetti economici della pandemia Covid-19.

Il dato della settimana precedente è stato rivisto inoltre al rialzo a 848.000 dai 793.000 inizialmente resi noti.

Tra i titoli male Wal-Mart, che cede il 6% circa dopo che il colosso americano delle vendite al dettaglio ha comunicato di aver concluso il quarto trimestre del 2020 con una perdita di $2,09 miliardi, o 74 centesimi per azione, rispetto agli utili di $4,14 miliardi, o di $1,45 per azione, riportati nel quarto trimestre del 2019. Escludendo le poste straordinarie di bilancio, Wal Mart ha incassato un utile per azione di $1,39, inferiore però alle attese.

Il titolo sconta anche il risultato delle vendite della divisione di e-commerce del gruppo. Vendite che, nel quarto trimestre del 2020, sono salite del 69%, un balzo più che solido, che tuttavia è anche il tasso di crescita più lento dall’inizio della crisi pandemica globale. Il colosso retail ha comunicato, inoltre, di prevedere un rallentamento delle vendite nel 2021 e anche dell’utile per azione, in misura lieve.

Indubbiamente Wal-Mart ha beneficiato delle varie misure di restrizioni-lockdown lanciate negli Stati Uniti lo scorso anno per arginare i contagi da coronavirus COVID-19: le miure hanno costretto i consumatori a rimanere a casa e dunque a fare acquisti online. La situazione dovrebbe tuttavia migliorare, complici soprattutto le vaccinazioni, che potrebbero portare gli americani a muoversi di più o semplicemente a fare benzina presso le stazioni di servizio, invece che acquistare taniche sul sito di Wal-Mart.

Tra gli altri titoli sotto i riflettori, focus su Apple e Tesla, che si confermano note dolenti del Nasdaq: i titoli tra i più amati del 2020 perdono terreno e Apple estende la perdita su base settimanale a -3%.

Su Apple, tra le ultime novità c’è la decisione della holding di Warren Buffett Berkshire Hathaway di ridurre la partecipazione detenuta nel colosso produttore di iPhone del 6,4%, dalla precedente quota pari a 947,5 milioni di azioni, a 887,1 milioni di titoli. La scommessa totale di Buffett in Apple vale $120 miliardi (dati al 31 dicembre 2020), stando a un’altra documentazione che si riferisce alla fine del 2020. Va precisato che il gigante americano rimane la puntata più grande della holding.

Oggi inizierà l’udienza sul caso GameStop, ovvero del titolo che in poche settimane, nel mese di gennaio, è volato del 1.600% sulla scia degli short squeeze fomentati dagli investitori retail partecipanti al forum online Reddit.
L’udienza, che si terrà alla Commissione dei servizi finanziari della Camera dei Rappresentanti Usa, si concentrerà “sulla recente volatilità di mercato che ha coinvolto l’azione GameStop e altri titoli”. A essere interrogati saranno, tra gli altri, il numero uno di Robinhood Vladimir Tenev e Steve Huffman, ceo e co-fondatore di Reddit, al fine di comprendere il ruolo che l’APP di trading online e il forum online hanno ricoperto nella saga della crociata lanciata dai piccoli investitori contro il mondo degli hedge fund.

Riguardo ad altri mercati, le preoccupazioni sull’offerta di petrolio da parte del Texas, in cui diversi pozzi e raffinerie sono stati costretti a chiudere a causa del gelo record che ha colpito lo stato, hanno innescato una nuova corsa dei prezzi.

Sia il contratto WTI che il Brent hanno testato nuovi massimi in più di un anno.

Nelle contrattazioni delle borse asiatiche, il Brent è balzato fino a +1,5% a $65,27 il barile, al record dal 20 gennaio del 2020, mentre il WTI è salito fino a +1,2%, a $61,90 al barile, al valore più alto dall’8 gennaio del 2020. Entrambi i contratti limano i guadagni e ora il Brent è piatto.

Stando agli analisti di Wood Mackenzie, la tempesta di neve che ha colpito il Texas avrebbe ridotto la produzione giornaliera dello stato di 1 milione di barili.

Gli esperti sottolineano che potrebbero volerci settimane prima che vengano ripristinati i livelli della produzione precedenti il taglio. Tra l’altro, l’American Petroleum Institute (API) ha riportato nella serata americana di ieri che, nella settimana che si è conclusa lo scorso 12 febbraio, le scorte di crude Usa sono scese di 5,8 milioni di barili a 468 milioni di barili, decisamente peggio della flessione di 2,4 milioni di barili stimata dal consensus.