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Wall Street cauta, S&P a nuovo record oltre 3.700 punti. Petrolio +1% dopo dati scorte Usa e buy hedge fund

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Wall Street cauta, con l’indice S&P 500 che testa comunque nuovi record dopo aver chiuso alla vigilia al di sopra della soglia di 3.700 punti, per la prima volta in assoluto. Il listino avanza dello 0,20% a 3.709,39 punti.

Piatto il Nasdaq, attorno alla parità a 12.578 punti. Il Dow Jones sale dello 0,38% a 30.288 punti.

Sullo sfondo, le speranze che il tanto atteso piano di stimoli economici Usa venga finalmente varato. A segnare una chiusura record nella giornata di ieri è stato anche l’indice Russsell 2000 delle small cap, che ha chiuso in rialzo dell’1,4%.

Sul mercato del forex, in attesa dell’annuncio sui tassi e su nuove manovre di politica monetaria espansiva, che arriverà dal Consiglio direttivo della Bce domani, giovedì 10 dicembre, l’euro continua a viaggiare ai massimi dal 2018, rimanendo sopra quota $1,21, a $1,2113, in rialzo sul dollaro dello 0,07%.

Il dollaro è piatto sullo yen (+0,03% a JPY 104,19) e in calo nei confronti della sterlina, con la valuta britannica che riduce però i guadagni salendo dello 0,57% a $1,3431.

Sulla sterlina incidono positivamente le parole della cancelliera tedesca Angela Merkel che, in un discorso alla Bundestag, ha affermato che c’è “ancora una possibilità di raggiungere un accordo” sulla Brexit. Ancora meglio fa il dollaro australiano, che balza dello 0,82% a $0,7472.

Euro sotto pressione nei confronti della sterlina, cede lo 0,51% a GBP 0,9017. La moneta unica è piatta ora sul franco svizzero (-0,01% a CHF 1,0761) e in lieve rialzo sullo yen (+0,11% a JPY 126,21).

La speranza sui vaccini sostiene i prezzi del petrolio, che salgono a dispetto del report diramato dall’Api, da cui è emerso che, la scorsa settimana, le scorte di petrolio crude, di benzina e di distillati sono salite in modo molto sostenuto.

In particolare quelle di petrolio crude sono balzate di 1,14 milioni di barili, rispetto al calo di 1,42 milioni di barili atteso.

Dai dati disponibili emerge come siano soprattutto i gestori di hedge fund ad aver acquistato futures e opzioni sul petrolio, la scorsa settimana, per la quarta settimana consecutiva.

I contratti sul WTI avanzano dello 0,94% a $46,03 al barile, mentre il Brent fa +1% a $49,30 al barile.