Notizie Notizie Italia Venerdì nero per Banca Ifis: -33% con la cessione degli Npl e il profit warning. Equita: svalutati 420 milioni

Venerdì nero per Banca Ifis: -33% con la cessione degli Npl e il profit warning. Equita: svalutati 420 milioni

26 Giugno 2026 11:19

Banca Ifis, la banca veneta che ha rilevato Illimity,  precipita a Piazza Affari con un ribasso arrivato al 33% a 14,29 euro per azione, dopo non essere riuscita a fare prezzo in avvio. L’azione è la peggiore di Piazza Affari sul lancio di un profit warning. Inoltre, il mercato non ha reagito bene al fatto che la banca ha avviato il processo competitivo per la vendita del business Npl volto al deconsolidamento, con l’obiettivo di accelerare la trasformazione del modello di banca ancora più specializzata sui servizi finanziari alle imprese.

A peggiorare il quadro, le mancate previsioni sul 2027 e l’incertezza sulla dividend policy

Per Equita “la scelta rientra nel percorso di specializzazione del business e potenziamento dell’offerta bancaria verso le Pmi, nonché di razionalizzazione/de-risking del perimetro operativo a sostengo della crescita futura”.

Sul tavolo gli Npl

La banca veneziana ha comunicato che il proprio consiglio di amministrazione ha approvato l’avvio di un processo competitivo per la cessione delle attività NPL, gestite tramite le controllate Ifis NPL Servicing e Ifis NPL Investing. Il portafoglio in vendita ha un valore contabile netto di circa 1,5 miliardi di euro, composto principalmente da piccoli crediti chirografari.

Secondo Equita si tratta di accantonamenti per 30 milioni pre-tax (0.2% degli attivi creditizi totali) adottati in maniera proattiva dal management a seguito delle risultanze preliminari di un’ispezione generale ordinaria condotta da Banca d’Italia. L’ispezione on-site si è già conclusa e la banca è in attesa del rapporto finale; ulteriori accantonamenti per 40 milioni relativi ad esposizioni NPL cartolarizzate di ILTY a seguito dell’aggiornamento semestrale dei piani di recupero, supportando la strategia di de-risking dell’attivo in seguito all’acquisizione.

Tenendo conto di queste ulteriori rettifiche, calcoliamo che Illimity abbia registrato svalutazioni cumulate pari a 420 milioni pre-tax a partire dal quarto trimestre 24. L’impatto di questi elementi one-off è previsto nel secondo trimestre 26. La guidance include il riconoscimento di DTA pari a 70 milioni (iscrivibili successivamente alla fusione di ILTY in IF, prevista nel 4Q), che contribuiranno alla generazione di capitale negli esercizi successivi con il loro progressivo utilizzo”.

La guidance rivista

La società ha rivisto al ribasso la guidance di utile per l’esercizio 2026, prevista tra 100 e 110 milioni di euro (dalla precedente forchetta tra 170 e 190 milioni), con il taglio che non comprende gli effetti connessi al previsto deconsolidamento del portafoglio Npl. Inoltre, è stato deliberato l’accantonamento di un totale di 70 milioni di euro, in particolare circa 30 milioni su esposizioni creditizie, pari allo 0,20% sul totale degli attivi creditizi (questo accantonamento è stato proattivamente adottato anche a seguito delle preliminari risultanze dell’ispezione generale condotta da Banca d’Italia) e ulteriori accantonamenti per 40 milioni relativi a esposizioni cartolarizzate nel comparto Npl di Illimity. L’operazione mira a rafforzare i livelli di copertura e supporta la strategia di de-risking della Banca.

“La necessità di ulteriori svalutazioni e, conseguentemente, la revisione della guidance 2026 rappresentano elementi negativi che si inseriscono in un anno di transizione dedicato all’integrazione e al de-risking” spiega Equita secondo cui “il principale focus resta la capacità di ripresa della redditività nel 2027, supportata dalla realizzazione delle sinergie con ILTY e le iniziative di ristrutturazione intraprese dal management”.

Il 2027 incerto

A peggiorare il quadro sono anche le mancate  previsioni del gruppo per l’esercizio 2027, ritenendo “improprio” al momento dare una guidance, prima che il processo di deconsolidamento degli NPL sia concluso e in attesa del nuovo piano industriale, atteso per il mese di gennaio 2027, che incorporerà l’effetto delle nuove operazioni straordinarie.
E’ quanto ha spiegato il ceo della Banca Frederik Geertman nella conference call seguita all’annuncio del deconsolidamento del business NPL e della review della guidance 2026, legata ad accantonamenti di natura straordinaria. Rispondendo ad una domanda sul dividendo, Geertman ha detto che non vede un cambio della dividend policy, rispetto alla quale la management non intende al momento “prendere posizione”.

L’ispezione

Parlando dell’ispezione della Banca d’Italia, da cui si attende una decisione finale fra luglio e settembre, Geertman ha confermato che potrebbe esserci un ulteriore aggiustamento. Rispondendo ad una domanda su un possibile legame del processo di deconsolidamento del business NPL con l’ispezione della Banca d’Italia, il ceo ha affermato che le due vicende non sono “connesse”, ma sicuramente la decisione di scorporare il business dei crediti deteriorati è legato ad una evoluzione del quadro regolatorio. Le poste di natura straordinaria non comprometteranno la solida posizione patrimoniale di Banca Ifis, con una stima di CET 1 ratio 2026 al 13,5%, ma il management resta “impegnato a raggiungere il 14%”.