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Vendite sui Btp, spread si allarga di 25 pb e Ftse Mib chiude debole con Bper e Unicredit in panne

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Giornata non entusiasmante per gli asset italiani, in particolare segnano forti vendite i titoli di Stato. Il rendimento del Btp decennale è risalito in area 1,8% con spread in forte allargamento di 25 pb a 218 pb dopo l’esito dell’Eurogruppo di giovedì scorso che lascia ancora in sospeso la possibilità di mutualizzare il debito con dei bond comuni. Intanto oggi il FMI ha stimato un crollo del Pil italiano del 9.1% nel 2020..
Il Ftse Mib ha chiuso la prima seduta della settimana a 17.558 punti (-0,36%) con la doccia fredda dei deboli riscontri trimestrali delle banche Usa che ha offuscato i buoni dati cinesi che avevano dato sostegno nella prima parte di giornata.

Finale di seduta in forte affanno per le banche. La peggiore è stata Unicredit con un tonfo di oltre il 4,5% che ha rispedito il titolo a cavallo di quota 7 euro. Molto male anche Banco BPM con -3,86%, Bper con -4,47% e Intesa Sanpaolo -2,68%. Al corposo allargamento dello spread fino a 211 pb con tasso del Btp 10 anni all’1,7%, si sono aggiunti nel pomeriggio i deboli numeri di JP Morgan che ha concluso il primo trimestre del 2020 con utili e fatturato in calo e peggiori delle attese.

Tra le big spicca il calo dell’1,51% per ENI che paga il dietrofront dei prezzi del petrolio. Forti acquisti oggi invece su Generali Assicurazioni (+2,06% a 13,135 euro) grazie alla decisione del cda del Leone di Trieste di confermare il dividendo (che però sarà però suddiviso in due tranche).

Tra gli altri titoli spicca il quasi +5% di Diasorin che ha aggiornato nuovamente i massimi storici spingendosi nell’intraday anche sopra quota 150 euro. Martedì scorso il gruppo che fa capo a Gustavo Denegri ha annunciato un nuovo test correlato a COVID19 basato sulla tecnologia Liaison XL. Giornata molto positiva anche per Nexi (+4,05%), a sua volta tra i pochi titoli che segnano un saldo Ytd in positivo. Il titolo della paytech italiana ha cavalcato il ritorno di rumor su una possibile fusione con Sia, snobbando così la bocciatura di Credit Suisse. In un report in cui analizza gli scenari Covid-19 per l’industria dei pagamenti, gli analisti della banca svizzera hanno tagliato il giudizio su Nexi a neutral dal precedente outperform. Sforbiciata anche al target price che è passato da 15,20 euro a 12. “Crediamo che l’Italia sarà fortemente colpita” dall’effetto coronavirus alla luce “del peso del turismo e delle Pmi sull’economia”, sottolinea Credit Suisse che ha ridotto del 9% le stime sui ricavi 2020/2021 di Nexi e quelle sull’utile per azione (Eps) dell’11%.