Notizie Notizie Mondo Usa sequestrano nave iraniana, petrolio torna a impennarsi. Ecco dove può arrivare con flop negoziati pace

Usa sequestrano nave iraniana, petrolio torna a impennarsi. Ecco dove può arrivare con flop negoziati pace

20 Aprile 2026 08:36

Nuova escalation di tensioni tra Stati Uniti e Iran. Il fine settimana ha fatto evaporare l’ondata di ottimismo emersa venerdì con l’annuncio della riapertura dello Stretto di Hormuz e acuisce l’incertezza circa la possibilità effettiva di un accordo di pace entro la scadenza della tregua di due settimane.

Usa sequestrano una nave iraniana

Teheran ha reintrodotto i controlli nello Stretto di Hormuz accusando gli Usa di non aver interrotto il blocco navale e le nuove tensioni sono culminate ieri nel sequestro da parte della Marina statunitense di una nave mercantile battente bandiera iraniana. La nave iraniana ”è soggetta alle sanzioni del Tesoro statunitense a causa dei suoi precedenti di attività illegali. Abbiamo la piena custodia della nave e stiamo verificando cosa c’è a bordo”, ha scritto Trump in un post su Truth Social.

Contestualmente Trump ha nuovamente alzato i toni della contesa minacciando di far saltare in aria tutte le centrali elettriche e i ponti in Iran se il Paese non avesse accettato un accordo con gli Stati Uniti.

Il cessate il fuoco tra i due Paesi scadrà questa settimana e Teheran ha rifiutato di partecipare al nuovo ciclo di colloqui di pace in Pakistan, pianificato dagli Stati Uniti.

Petrolio torna a infiammarsi

Gli ultimi sviluppi stanno comportando stamattina una nuova impennata dei prezzi del petrolio, che venerdì scorso erano scesi a doppia cifra in concomitanza con l’annuncio della riapertura di Hormuz. I futures del WTI salgono dell’8% circa a 90,5 dollari al barile, mentre quelli sul Brent guadagnano il 6% a 96,50 dollari.

Fiammata anche del gas europeo Ttf arrivato a segnare +11%.

Secondo i dati di tracciamento riportati da Bloomberg ieri non è stato osservato alcun transito di navi attraverso Hormuz, mentre sabato almeno 13 petroliere hanno fatto ritorno verso il Golfo Persico, rinunciando al tentativo di passare lo Stretto.

Wall Street alla finestra dopo i nuovi record

Dietrofront per i futures statunitensi con quelli su S&P 500 e Nasdaq che cedono tra lo 0,6 e lo 0,7%. Settimana scorsa Wall Street aveva chiouso sui nuovi massimi storici in scia alla riapertura di Hormuz in seguito al cessate il fuoco tra Iran e Libano.

In particolare l’indice S&P 500 he reduce da una striscia di tre settimane consecutive di rialzi e la scorsa settimana si è chiusa con un guadagno del 4,5%. In spolvero soprattutto i colossi tech con il Nasdaq Composite che ha registrato un balzo settimanale del 7,2% ed è reduce da tredici sedute consecutive in rialzo, la miglior striscia positiva dal 1992.

La nuova escalation di tensioni in Medioriente si riflette anche sull’oro che indietreggia oggi dell’1,4% in area 4.810 dollari l’oncia. Il perdurare dello shock dell’offerta energetica minaccia di alimentare ulteriormente l’inflazione e quindi costringere la Fed a un atteggiamento più restrittivo sui tassi.

Colloqui di pace ad alto rischio flop

Tra gli analisti c’è chi ipotizza che il petrolio torni velocemente verso i 105-115 dollari con l’avvicinarsi della scadenza delle due settimane di cessate il fuoco.

La Casa Bianca ha annunciato che il vicepresidente statunitense JD Vance, l’inviato speciale Steve Witkoff e il genero del presidente Jared Kushner torneranno stasera a Islamabad per i colloqui di pace. Dall’altro lato Teheran fa sapere che diserterà l’incontro.