1. Home ›› 
  2. Notizie ›› 
  3. Notizie Italia ›› 

Unione bancaria, Visco: “Bene proposte Germania ma non bastano. Rimangono prolbemi”

FACEBOOK TWITTER LINKEDIN

“I recenti suggerimenti della Germania sul completamento dell’unione bancaria rappresentano uno sviluppo positivo, in quanto dimostrano la volontà di mantenere aperto il dialogo”. Così il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco nel corso del suo intervento al seminario “Future of the euro area: Strengthening euro area integration to ensure economic stability”, organizzato a Roma dalla Banca d’Italia e dall’Official Monetary and Financial Institutions Forum (Omfif). “Ad ogni modo- sottolinea il governatore – esse non riescono ad affrontare alcune questioni”. “I rischi bancari sono una volta ancora identificati esclusivamente con gli Npl e le esposizioni sovrane” continua Visco. “Oltretutto, quando si considera una revisione del trattamento prudenziale di queste ultime non si menziona il bisogno di introdurre un ‘Safe asset’ europeo, il che contrasta particolarmente con i frequenti riferimenti fatti al modello statunitense, dove il ruolo del debito federale come ‘safe asset’ è di primaria importanza”.
Il numero uno di via Nazionale propone la creazione di un “Fondo europeo di rimborso del debito (FER) finanziato con risorse dedicate dei paesi partecipanti” per “sostenere e proteggere gli sforzi che devono essere compiuti dagli Stati membri per ridurre il loro debito”. L’introduzione di “requisiti prudenziali per limitare le esposizioni sovrane delle banche” rischierebbe di innescare effetti diffusi sull’economia nel suo complesso.
Nel corso del suo intervento Visco ha anche sottolineato come “La costruzione europea è a un punto morto mentre progredire è disperatamente necessario in aree chiave, nei quali l’Unione europea va meglio nel proibire le cose piuttosto che nel realizzarle”. “L’ondata della crisi finanziaria globale e la crisi del debito finanziario – conclude Visco – si sono consumati da tempo ma il loro lascito velenoso e le tensioni geopolitiche stanno alimentando sfiducia, paure e anche pregiudizi che una volta si pensavano ormai sepolti”.