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Unicredit tocca il fondo in Borsa dopo 1° trimestre da incubo, poi scattano i Buy e titolo tenta la riscossa

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Trimestrale da incubo per Unicredit che però tenta di reagire in Borsa. Unicredit ha chiuso il primo trimestre con una perdita consistente, di 2,7 miliardi di euro, ben superiore alle attese del mercato. A pesare sul risultato del gruppo di piazza Gae Aulenti sono state le rettifiche su crediti e altre poste straordinarie negative. Alla luce dell’elevata incertezza dell’attuale contesto macroeconomico, a causa del coronavirus, UniCredit aggiornerà il proprio piano strategico, presentandolo in un Capital Markets Day verso la fine dell’anno o l’inizio dell’anno prossimo.

Minimo a 6,52 euro, poi il rimbalzo

A Piazza Affari il titolo Unicredit in avvio ha toccato un minimo a 6,52 euro, ossia a un soffio dal minimo storico intraday toccato a metà marzo a 6,42 euro. Il titolo adesso sta tentando di risollevarsi e segna un +1,87% a 6,78 euro.
Tra gli analisti dominano i Buy sul titolo Unicredit, pari al 62,1% del totale; il 34,5% dice Hold mentre il 3,4% dice Sell. Il target price medio indicato è di 11,17 euro, il 68% sopra i livelli attuali.

“Perdita 1Q sopra le attese per maggiori costi di ristrutturazione e oneri di sistema ma performance operativa solida”, argomenta Equita che ha rating Hold su Unicredit e nelle scorse settimane aveva già provveduto a ridurre stime sull’Eps adjusted 2020-2022 del 39% e conseguentemente anche la valutazione sul titolo (target price indicato a 9,8 euro).

Perdita monstre di 2,7 miliardi

Nel primo trimestre del 2020 UniCredit ha registrato una perdita netta contabile pari a 2,7 miliardi di euro, per effetto di consistenti poste non operative e dello scenario macroeconomico sulle rettifiche su crediti. In particolare, hanno pesato costi di integrazione in Italia per 1,3 miliardi e transazioni relative alla turca Yapi per 1,7 miliardi, oltre alle rettifiche crediti per 900 milioni di euro. Il consensus degli analisti raccolto da Bloomberg stimava una perdita netta del gruppo guidato da Jean Pierre Mustier di quasi 2 miliardi (1,95 mld). La perdita è superiore anche alla media del consensus dei 21 broker che coprono il titolo, pari a 1,53 miliardi. A livello rettificato la perdita netta è stata di 58 milioni che si confronta con un utile di 1,1 miliardi del primo trimestre 2019 che è stato il miglior primo trimestre degli ultimi dieci anni per il gruppo di piazza Gae Aulenti. I ricavi sono scesi dell’8,2% a 4,4 miliardi di euro.
Dalla prova dei conti, UniCredit ne esce meno bene rispetto a Intesa Sanpaolo che ieri ha snocciolato solidi numeri trimestrali, migliori delle aspettative. “Da rilevare inoltre che, rispetto a Intesa, il contributo del trading income è inferiore alle attese (165mn vs 285mn) a causa della forte riduzione della componente client-driven (-35% QoQ a 197mn) che invece nel caso di Intesa è aumentata su base trimestrale (+6%)”, sottolineano gli analisti di Equita.

Mustier: tutti gli strumenti per far fronte a sfide Covid-19, no modifiche payout 2021 e oltre

L’amministratore delegato, Jean Pierre Mustier, nel commentare i risultati del gruppo, ha detto anche che non ci saranno modifiche aL payout 2021 e oltre. “Sulla base delle nostre assunzioni realistiche, stimiamo che il nostro costo del rischio si attesterà nel range 100-120 pb nell’esercizio 2020 – ha precisato – Abbiamo tutti gli strumenti per far fronte alle sfide senza precedenti presentate dalla pandemia Covid-19 grazie ai nostri importanti punti di forza e al nostro modello di business focalizzato”.
Anche la posizione patrimoniale è estremamente robusta e la banca vanta un’ampia liquidità. “Abbiamo ora una posizione patrimoniale estremamente robusta, con un significativo aumento del nostro Cet1 Mda buffer a 436 pb nel trimestre, ben al di sopra del nostro target di 200-250 pb, e disponiamo inoltre di un’ampissima posizione di liquidità, pari al 143% alla fine del trimestre”, ha sottolineato Mustier. E ancora: “Il primo trimestre 2020 ha confermato ancora una volta l’impatto positivo di Transform 2019 su tutto il nostro business. La nostra performance commerciale nei primi due mesi è stata molto forte”.