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Unicredit sprofonda negli abissi, oltre -50% Ytd e analisti: ‘si prepari a traversata del deserto’

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Meno 50 per cento. E’ questo il mesto saldo da inizio anno del titolo Unicredit, tristemente in coda al Ftse Mib in termini di performance con la sola Bper (-52%) a segnare un saldo peggiore. Il titolo si avvia a terminare la seduta odierna sui nuovi minimi storici di chiusura dopo aver toccato oggi un minimo a 6,38 euro, in calo di oltre il 3%, portandosi sotto i minimi storici intraday toccati a metà marzo a 6,42.

Tra gli analisti dominano comunque i Buy sul titolo Unicredit all’indomani dei conti: i giudizi d’acquisto sono pari al 58,6% del totale; il 37,9% dice Hold mentre il 3,4% dice Sell. Il target price medio indicato è di 10,82 euro, ossia il 67% sopra i livelli attuali.

Target molto ambiziosi

All’indomani dei conti trimestrali gli analisti fanno in punto sula situazione per la banca di piazza Gae Aulenti anche alla luce delle indicazioni prospettiche diffuse dal top management. La prima osservazione è relativa all’ambizioso obiettivo di utile per il 2021 a 3-3,5 mld, pari al 75%-80% del budget pre Covid-19. Gli analisti di Equita lo definiscono un target “molto aggressivo”, 15% sopra alla stima dela sim milanese che però non esclude che la differenza possa derivare da elementi difficilmente prevedibili (es. tax rate) visto che è stata già fornita una guidance di costo del rischio sul 2021 (70-90bps) e non è immaginabile che la differenza possa derivare da costi e/o ricavi.

Sul 2020 atteso un costo del rischio in Italia di 200-240bps (Equita stima 250bps, run-rate 1Q 194bps) con un default rate previsto salire a 3,5% da 1,9% del 1Q20.

Confermato che la decisione sul dividendo verrà presa a fine anno una volta che sarà chiarita la posizione Bce dopo il 1 ottobre. Equita ritiene che UCG aumenterà l’utilizzo del TLTRO rispetto ai 57 mld attuali, con un tiraggio massimo di 87 mld.

“Sperare per il meglio, prepararsi per il peggio”

La crisi Covid-19 a detta degli analisti di Mediobanca Securities sarà un test probante dello stato di salute di Unicredit, una sorta di traversata nel deserto. Gli esperti fanno riferimento anche all’esperienza da paracadutista di Jean Pierre Mustier che in maniera figurativa potrebbe essergli utile per affrontare la crisi . “Mustier ha trascorso gli ultimi quattro anni come coach di Unicredit. La banca ha perso peso (costi), costruito muscoli (aumento della top line) e adottato una dieta più sana senza NPE. Questa crisi sarà una traversata nel deserto per testare la forma fisica di Unicredit”, si legge in un report di Mediobanca dedicato alla banca e in cui afferma: “Come ne verrà fuori determinerà il prossimo corso di Unicredit: o guadagnerà lo status premium per cui ha sudato o confermerà gli scettici pregiudizi”. A detta di Mediobanca la banca è pronta per la sfida, ma mantiene il giudizio neutral complice soprattutto la preoccupazione sul deserto difficile che dovrà affrontare. “Sperare per il meglio, prepararsi per il peggio”, sintetizzano gli analisti di piazzetta Cuccia.

1° trimestre 2020 da incubo

el primo trimestre del 2020 UniCredit ha registrato una perdita netta contabile pari a 2,7 miliardi di euro, per effetto di consistenti poste non operative e dello scenario macroeconomico sulle rettifiche su crediti. In particolare, hanno pesato costi di integrazione in Italia per 1,3 miliardi e transazioni relative alla turca Yapi per 1,7 miliardi, oltre alle rettifiche crediti per 900 milioni di euro. Il consensus degli analisti raccolto da Bloomberg stimava una perdita netta del gruppo guidato da Jean Pierre Mustier di quasi 2 miliardi (1,95 mld).