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Unicredit respira in Borsa, e adesso? Per analisti titolo nel limbo in attesa scelta nuovo AD, i fondamentali restano solidi

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Si è arrestato oggi il crollo in Borsa di UniCredit. Il titolo UCG ha chiuso a +0,42% a quota 7,98 euro dopo che i recenti crolli dei corsi azionari, legati all’addio dell’ad Jean-Pierre Mustier, hanno mandato in fumo 2,5 mld di euro di capitalizzazione nelle scorse due sedute.

Intanto inizia il toto-nomine. Tra i possibili successori di Mustier nel ruolo di ad figurano in prima fila, secondo le voci stampa odierne, Marco Morelli (ex amministratore delegato di Mps ed ex direttore generale di Intesa Sanpaolo) e Carlo Vivaldi, co-chief operating officer di UniCredit. Altre soluzioni sarebbero Victor Massiah, ex ceo di Ubi; Fabio Gallia, ex ceo di Bnl; Marina Natale, ex Cfo di UniCredit e oggi a capo di Amco. Altro nome che circola, già presente nel board è quello di Diego De Giorgi, ex capo del Global investment banking di Merrill Lynch.

A detta degli analisti di Intesa Sanpaolo ritengono che UCG cambierà probabilmente il suo atteggiamento nei confronti dell’M&A a prescindere da chi sarà il nuovo CEO. Tra i nomi circolati, quello di Morelli è visto “calzare perfettamente” in quanto ha una lunga esperienza in banche commerciali e ha una conoscenza approfondita di MPS.

Sulle prospettive del titolo prevale la cautela. “Vediamo il titolo in un limbo – argomentano oggi gli esperti di Mediobanca Securities – con la nomina di un nuovo ceo come priorità per azzerare strategia e aspettative”. Gli analisti di piazzetta Cuccia sottolineano poi come i fondamentali forti della banca rimangono intatti, ma l’impossibilità di formulare un caso di investimento rende le azioni ‘non investibili per noi, da qui il nostro downgrade di ieri a Underperform’.