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Unicredit: analisti scettici su efficacia tassi negativi sui conti correnti, rischio guerra prezzi

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Unicredit conferma l’intenzione di applicare nel 2020 tassi negativi sulle somme depositate ferme sui conti correnti. Sarà la prima banca a farlo in Italia, seguendo l’esempio di alcune banche tedesche e del Nord Europa. Il ceo di Unicredit, Jean Pierre Mustier, ha specificato che la misura riguarderà soli i depositi al di sopra di 100mila euro e alla clientela verranno offerte soluzioni alternative ai depositi come ad esempio investimenti in fondi di mercato monetario senza commissioni e obiettivi di performance in territorio positivo.

“Non siamo sicuri dei possibili benefici per la redditività delle banche – rimarcano gli analisti di Mediobanca Securities – e crediamo che l’addebito di tassi negativi potrebbe stimolare una concorrenza sui prezzi più intensa, in particolare sui prestiti alle imprese e soprattutto in un paese come l’Italia dove la crescita dei prestiti è ferma per anni”. Gli analisti di piazzetta Cuccia fanno riferimento a quanto succede in Danimarca, dove si trovano i tassi negativi per alcuni clienti aziendali. Sulla base dei dati della Banca centrale danese, nonostante un costo di depositi societari negativi di circa 15 bps, si ha uno spread aziendale – calcolato come la media dei tassi sui prestiti meno il costo medio dei depositi – in costante calo negli ultimi anni dai circa 300 bp di dicembre 2015 (quando il costo medio dei depositi è diventato negativo per prima volta) a 250 bp a metà 2019 nonostante, tassi di cambio stabili.