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Unicredit cerca appoggio governo su aumento capitale Popolare Vicenza, possibile ruolo di Cdp

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Unicredit sarebbe in trattative con il governo al fine di trovare sostegno per l’aumento di capitale della Banca Popolare di Vicenza. A dirlo è oggi il Financial Times rimarcando come i colloqui si starebbero concentrando sui termini dell’accordo di sottoscrizione da parte di Unicredit con la presenza di alcune clausole legali che permetterebbero all’istituto di piazza Gae Aulenti di fare un passo indietro. La garanzia sull’aumento di capitale fornita da Unicredit scade il prossimo 30 aprile. Gli esperti vedono una concreta eventualità che gran parte dell’aumento di capitale di Vicenza resti inoptato. 
Il quotidiano finanziario londinese pone l’accento sull’impegno mostrato recentemente dal governo Renzi per puntellare le banche italiane e promuovere fusioni nel settore indebolito da 360 mld di euro di sofferenze lorde, pari a un quinto del Pil italiano. Il coinvolgimento di Unicredit nella ricapitalizzazione della popolare vicentina rischia di mettere sotto stress i coefficienti patrimoniali della maggiore banca italiana per asset, che presenta un CET1 del 10,9%, più basso rispetto a quello delle altre big bancarie. 
Anche l’altra big italiana, Intesa Sanpaolo, è coinvolta in un accordo analogo con Veneto Banca legato a un aumento da 1 mld di euro. secondo gli analisti di Mediobanca queste preoccupazioni legate a queste due operazioni potrebbero rilanciare il rischio sistemico sulle banche italiane.
Possibile coinvolgimento di Cdp
Nei giorni scorsi era già emersa la possibilità di una possibile marcia indietro di Unicredit con Il Fatto Quotidiano che aveva parlato del possibile coinvolgimento di Cassa Depositi e Prestiti costituendo un veicolo finanziario partecipato dalla Cdp, da alcune fondazioni bancarie e dal due Unicredit-Intesa. 

Lo scorso 5 marzo l’assemblea della Popolare Vicenza ha approvato la trasformazione in Spa con aumento di capitale da 1,75 miliardi di euro e quotazione a Piazza Affari. L’aumento servirà a rafforzare i livelli patrimoniali della banca: a fine 2015 il Core Tier era pari al 6,65% e dovrà portarsi sopra il 10,25% richiesto dalla Bce.