Notizie Notizie Italia Unicredit-Bpm: dopo Tar e Ue la Borsa attende al varco Orcel. Ecco cosa può succedere

Unicredit-Bpm: dopo Tar e Ue la Borsa attende al varco Orcel. Ecco cosa può succedere

Pubblicato 15 Luglio 2025 Aggiornato 15 Luglio 2025 17:57

La Commissione Europea entra in scivolata sul delicato nodo golden power riguardo all’Ops di Unicredit su Banco Bpm.

Dopo il pronunciamento del Tar del Lazio che ha accolto parzialmente il ricorso di Unicredit, ieri è scesa in campo Bruxelles che ha espresso il suo parere preliminare: il decreto italiano relativo all’uso del golden power “potrebbe violare l’articolo 21 del regolamento Ue sulle concentrazioni e di altre disposizioni del diritto dell’Ue“.

I dubbi dell’Ue sull’applicazione del golden power

Secondo l’articolo 21, paragrafo 4, del regolamento Ue sulle concentrazioni, gli Stati membri possono adottare misure appropriate per tutelare interessi legittimi, a condizione che siano compatibili con i principi generali e le altre disposizioni del diritto dell’Ue e che siano “appropriate, proporzionate e non discriminatorie“. La materia è soggetta al controllo della Commissione, per salvaguardare la propria competenza ed evitare la frammentazione del Mercato Unico.

La sicurezza pubblica costituisce un interesse legittimo ed è esplicitamente menzionata nel regolamento, ma la Commissione ritiene in via preliminare che la giustificazione delle condizioni sia “carente di motivazione”. La valutazione preliminare rileva inoltre che il decreto potrebbe essere incompatibile con altre disposizioni del diritto dell’Ue, tra cui quelle relative alla libera circolazione dei capitali e alla vigilanza prudenziale da parte della Banca Centrale Europea.

Il portavoce della Commissione Thomas Regnier ha specificato che tale regolamento stabilisce in casi specifici che gli Stati membri hanno la capacità e la facoltà di imporre determinate condizioni, per esempio, quando lo Stato ha un interesse legittimo o quando una fusione presenta un potenziale rischio per la sicurezza pubblica.

La posizione di Roma

Bruxelles ora attende i rilievi e le considerazioni italiane prima di prendere una decisione sulla misura che sarebbe immediatamente effettiva.

Il governo Meloni si è detto pronto a collaborare e stando a quanto ripotano oggi alcuni organi di stampa dovrebbe fornire tutti i chiarimenti richiesti dall’Unione europea nel giro di poche settimane. Dura la presa di posizione del leader della Lega, Matteo Salvini, che ha accusato Bruxelles di “rompere le scatole” al governo italiano sulle banche quando dovrebbe occuparsi di trattare sui dazi con gli Usa.

Il leader di Forza Italia, Antonio Tajani, invece vede il dossier Unicredit-Bpm di competenza dell’Unione europea “che si occupa di ciò di cui si deve occupare“.

Governo a un bivio

Cosa succederà adesso? Le strade sembrano essere due, anche alla luce di quanto indicato dal Tar sabato scorso.

O il governo, informando l’Ue, scrive un nuovo decreto che rientri questa volta nell’ambito della sicurezza nazionale; in alternativa Roma può decidere di risponde all’Ue e in quel caso poi Bruxelles avrà modo di emettere una decisione definitiva che potenzialmente ha il potere di annullare completamente il golden power.

Bpm in fermento, Orcel valuta prossime mosse

L’Ops di Unicredit su Bpm è intanto arrivata alle battute finali, si concluderà infatti il 23 luglio, con adesioni ancora quasi nulle vista la forte incertezza che aleggia sull’operazione e lo sconto sull’offerta salito a oltre l’8% dopo che ieri Bpm è balzata del 5% a 10,54 euro.

Qualcosa sembra bollire in pentola. C’è chi ha motivato il rally di Bpm con la richiesta di Credit Agricole di salire oltre il 20% del capitale. Ma l’altra pista abbastanza calda è quella di un rilancio da parte di Unicredit. Al momento la posizione presa dalla banca guidata da Andrea Orcel appare molto guardinga, ma nei prossimi giorni potrebbero arrivare novità importanti. Il cda si riunirà probabilmente domani o giovedì alla luce delle novità emerse da Tar e Ue.

Il banchiere romano potrebbe giocare nuovamente la carta delle richiesta della sospensione di ulteriori 30 giorni. Probabilmente non una carta risolutiva, da sola. Orcel per avere chance di successo deve in qualche modo appianare i rapporti con il governo ottenendo condizioni meno restrittive e allo stesso tempo trovare qualche sponda con i francesi di Credit Agricole visto l’elevato peso che hanno nel capitale di Bpm. contestualmente potrebbe decidere di rimettere mano all’offerta con un rilancio cash. Per pareggiare l’attuale sconto servirebbe un rilancio di circa 1,3 miliardi.

Non va dimenticato che esattamente 48 ore fa Unicredit ha messo nero su bianco che “se ci fosse stato un processo ordinato di offerta, come chiaramente evidenziato al momento del lancio, i termini avrebbero potuto essere migliorati“.