Notizie Notizie Italia Unicredit schiacciasassi (+58% Ytd) e JPM indica prossimo traguardo. La preview del 2° trimestre

Unicredit schiacciasassi (+58% Ytd) e JPM indica prossimo traguardo. La preview del 2° trimestre

10 Luglio 2025 09:40

Nuovo strappo in Borsa per UniCredit. Ieri il titolo della banca milanese guidata da Andrea Orcel ha segnato un balzo del 4% superando di slancio i 61 euro, toccando i nuovi massimi dal 2011.

Sprint dopo la mossa in Germania

A dare fiato al rally è principalmente la mossa fatta dalla banca sul fronte tedesco. Unicredit ha convertito in azioni circa il 10% della sua posizione in Commerzbank, portando la propria quota in azioni e i relativi diritti di voto effettivi a circa il 20%, divenendo il maggiore azionista della banca di Francoforte. E attraverso la conversione di altri derivati l’istituto di Piazza Gae Aulenti può arrivare al 29,9%.

Da Berlino rimangono alte le barrivate all’avanzata di Unicredit. “Il governo respinge il metodo non amichevole e non concordato di Unicredit”, spiega un portavoce del ministero delle Finanze. La Germania “supporta la strategia dell’indipendenza di Commerzbank e non cederà la sua partecipazione”, ha aggiunto. Il Tesoro tedesco detiene il 12% nella banca.

Nel frattempo sul fronte nazionale il mercato guarda all’imminente verdetto del Tar, atteso entro il 16 luglio, sul ricorso presentato da Unicredit contro le restrizioni del golden power. Invece arrivare dopo il 23 luglio, ultimo giorno dell’offerta lanciata su Banco Bpm.

Lo scorso 18 aprile il Governo, con un Dpcm, aveva imposto paletti molto stringenti a Unicredit: l’uscita dell’istituto guidato da Andrea Orcel dalla Russia entro nove mesi, il mantenimento nella banca fusa dello stesso rapporto depositi/impieghi del banco Bpm per tre anni, il divieto a vendere titoli del debito pubblico italiani da parte della controllata Anima, fino a incidere sull’attività di project financing.

Titolo Unicredit a +58% Ytd e punta verso quota 100 mld

Da inizio anno Unicredit è la miglior performer tra le banche di Piazza Affari con oltre +58% e il suo valore di mercato ha superato i 94 miliardi, non lontano quindi dalla soglia psicologica dei 100 miliardi. In Europa solo Santander (112 mld) è davanti a Unicredit.

Chi ha fatto meglio di Unicredit in questo 2025 è proprio Commerzbank. Il titolo della seconda maggiore banca tedesca segna +93% da inizio anno superando i 33 miliardi di euro di valore sulla scia principalmente dell’appeal da M&A innescato dalle mosse di Unicredit.

C’è chi fa meglio, è la preda Commerz

Il prezzo delle sue azioni è infatti più che raddoppiato da quando UniCredit ha acquisito una partecipazione a settembre, sollevando la possibilità di una fusione completa. Tuttavia lo scorso mese Orcel ha di fatto escluso tale ipotesi, affermando che tale mossa non avrebbe creato valore, dato il rally del titolo della banca tedesca.

Spazio per ulteriore rally?

Ieri JP Morgan ha alzato l’asticella sul titolo portando il target price a 70 euro per azione dai precedenti 68 euro, confermando il giudizio overweight. JPM è tra i più positivi sul titolo Ucg insieme a Bnp Paribas Exane che indica un target ancora più ambizioso (73 euro).

In generale gli analisti prevalgono ancora i buy sul titolo. Il 63,6% dice buy, il 27,3% è hold, mentre il 9,1% è sell. Il prezzo obiettivo medio indicato è di 61,23 euro, sostanzialmente in linea con i valori attuali.

Consensus su conti 2° trimestre

Il 22 luglio sarà un giorno chiave. Unicredit ha infatti anticipato dal 28 al 22 luglio la riunione del consiglio d’amministrazione per l’approvazione dei conti del secondo trimestre. Il cda si riunirà quindi alla vigilia della scadenza dell’Ops, un indizio circa la possibilità che si dedica, se non ci saranno sviluppi, di rinunciare all’operazione su cui Orcel ha recentemente detto che le probabilità che vada avanti sono ridotte al 20%. I conti verranno pubblicati il 23 mattina prima dell’apertura dei mercati.

L’istituto di piazza Gae Aulenti è atteso continuare a macinare utili anche nel secondo trimestre. Il consensus disponibile sul sito di Unicredit indica un utile netto di 2,54 miliardi, che si raffronta con l’utile trimestrale record di 2,8 mld del trimestre precedente. I ricavi sono visti a 6,19 miliardi, il margine d’interesse netto a 3,42 miliardi e le commissioni nette pari a 2,15 miliardi. Attesa la conferma del trend di riduzione dei costi operativi (-1,44 miliardi).

Unicredit nel primo trimestre aveva riportato un utile netto in rialzo dell’8,3% a 2,8 miliardi, L’Eps (utile per azione) è in rialzo del 18,2% a 1,79 euro e il dividendo per azione in rialzo del 46,3% a €0,89. In virtù dei conti record Unicredit ha aggiornato la guidance 2025 con utile netto atteso superiore a 9,3 miliardi con un RoTE superiore al 17%, e la guidance per le distribuzioni a valere sul 2025 superiori a quelle del 2024 grazie alla più elevata crescita dell’utile netto.