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Tutti gli occhi su Bpi e Fiat

Pubblicato 15 Settembre 2005 Aggiornato 19 Luglio 2022 12:42
La city milanese è stata scossa da alcune importanti notizie. Prima fra tutte quella del raggiungimento di un accordo tra Banca Popolare Italiana e Abn Amro sulla vendita del 29,5% di Antonveneta. Tuttavia, la cessione della quota agli olandesi da parte dell'istituto lodigiano è subordinata alla revoca del sequestro giudiziario e all'esito positivo delle verifiche avviate con le autorità di controllo. Abn Amro ha dunque vinto la lunga e sofferta battaglia: se tutto andrà bene potrà lanciare la tanto agognata Opa totalitaria sulla banca padovana, a 26,5 euro per azione, che è poi anche il prezzo pattuito per l'acquisto della quota da Bpi. Intanto, a Piazza Affari Antonveneta ha terminato con poca verve (+0,31%), mentre l'azione della ex Popolare di Lodi ha chiuso con segno meno, ma contenendo le perdite (-0,28%). Rosso ma con perdite contenute anche quello portato a casa da Fiat (-0,50%), in una giornata importante per lo storico gruppo automobilistico "made in Italy". Il consiglio di amministrazione della società ha infatti approvato la relazione semestrale relativa al primo semestre 2005, che ha evidenziato un risultato netto consolidato (del gruppo e di terzi) pari a 510 milioni di euro, rispetto alla perdita di 638 milioni che aveva caratterizzato la prima metà del 2004. Soprattutto però il cda ha deliberato l'aumento di capitale sociale al servizio del finanziamento cosiddetto convertendo, che scade il prossimo 20 settembre, giorno in cui saranno emesse 291.828.718 azioni ordinarie a 10,28 euro l'una. I migliori performer della giornata borsistica sono stati i titoli petroliferi, Saipem e Eni, che si sono lasciati contagiare da un settore "oil" su cui sono fioccati gli acquisti anche a livello europeo. Bene anche Autogrill, FastWeb e Bulgari. Dall'altra parte della barricata, gli ordini di vendita si sono concentrati sul settore media e hanno colpito con particolare vigore L'Espresso e Rcs MediaGroup, entrambe con flessioni di oltre il 2%. Giù anche i titoli del risparmio gestito, Banca Fideuram e Mediolanum.