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Turchia: S&P, tra fattori chiave da osservare nel breve termine “comportamento dei depositanti nazionali”

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“I recenti cambiamenti evidenziano ancora una volta la limitata indipendenza operativa della Banca Centrale della Turchia (CBRT) e la scarsa prevedibilità generale della politica economica. La posizione della bilancia dei pagamenti della Turchia rimane debole, con le riserve valutarie nette della CBRT vicine allo zero”. Questo il commento degli analisti di S&P Global Ratings dopo la decisione del presidente Recep Tayyip Erdogan, che ha silurato il governatore della banca centrale dopo la mossa di avere alzato i tassi giovedì scorso. “La probabile inversione degli afflussi di non residenti in Turchia degli ultimi mesi metterà sotto pressione la lira turca, con un impatto negativo sull’inflazione e sul settore corporate nazionale – aggiungono gli esperti -. Una dei fattori chiave da osservare nel breve termine, a nostro avviso, è il comportamento dei depositanti nazionali residenti e se convertono sempre più in valuta estera in risposta agli ultimi sviluppi, il che potrebbe portare a ulteriori pressioni. Le banche turche hanno anche 37 miliardi di dollari di passività esterne sotto forma di depositi di non residenti. Anche se i rischi sono elevati, i controlli sui capitali non sono il nostro scenario di base”.