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Titoli oil in tumulto, analisti cauti su settore con ENI da preferire in questo contesto

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Il blackout del futures sul petrolio WTI con scadenza maggio, sceso per la prima volta nella storia sotto lo zero a causa probabilmente della saturazione degli stoccaggi di scorte, sta mandando in titoli tutti i titoli del settore oil. Oggi ENI, secondo maggior titolo di tutta Piazza Affari per capitalizzazione di mercato, segna un tonfo nell’ordine del 5% e tiene a fatica la soglia degli 8 euro. Molto male anche Saipem che cede il 4,5%.

Il crollo record del petrolio riguarda il future WTI maggio – che oggi è al suo ultimo giorno di contrattazioni – ma anche il contratto WTI con scadenza giugno risulta sotto pressione in area $14 bbl (-30% oggi) e il Brent (scadenza giugno) è a $19 bbl (-24,6%), sui nuovi minimi a 18 anni. Pesa enormemente il crollo della domanda di energia. Il Dipartimento dell’Energia USA sta affittando alcuni dei circa 77 milioni di barili di spazio disponibile nella Strategic Petroleum Reserve alle compagnie petrolifere statunitensi per aiutarli a gestire la carenza di capacità di stoccaggio commerciale.

“Il Brent continua a rappresentare un riferimento sul prezzo sul quale vengono applicati i premi/sconti in base alle differenti qualità di greggi estratti a livello internazionale – rimarca Equita SIM – . Il WTI risente invece delle problematiche del sottostante fisico ed è utilizzato quasi esclusivamente per greggi Nord Americani. Tuttavia la forte volatilità del WTI degli ultimi giorni starebbe comunque penalizzando anche i contratti sul Brent la cui curva rimane in forte contango”. Trump starebbe considerando di bloccare le importazioni
dall`Arabia Saudita negli USA.

“Continuiamo ad essere cauti sul settore e rimarremmo sottopeso – argomenta la sim milanese – I titoli che preferiamo nel segmento sono ENI, Galp che grazie a bilanci solidi e basso livello di breakeven possono sopportare meglio la debolezza del periodo”.