Tim prepara un trimestre debole, ma con ricavi in crescita. Il mercato guarda all’intesa Fibercop-Open Fiber
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Conto alla rovescia per i conti del primo trimestre di Tim sui quali l’ad Pietro Labriola alzerà il velo il 6 maggio dopo la chiusura dei mercati (Tin Brasil sarà il 5 maggio). Secondo le stime degli analisti sono attesi numeri deboli sul domestico con una ripresa nel secondo trimestre.
Sullo sfondo è emerso ieri un possibile upside se FiberCop e Open Fiber raggiungessero un accordo con sinergie, grazie a un potenziale earnout da KKR.
Pesano Mvno, bene ricavi
Come indicato dal management durante la call di febbraio, i risultati del 1° trimestre 2026 dovrebbero essere influenzati negativamente dalla dinamica degli MVNO (Mobile Virtual Network Operator: operatori telefonici mobili “virtuali” che vendono servizi di telefonia ma non possiedono una rete propria), con la dismissione (de-migration) dei clienti esistenti (CoopVoce, Fastweb) che avviene prima rispetto alla migrazione dei nuovi (Poste).
Nel complesso, Akros stima un aumento dei ricavi di circa +1%, ma un calo dell’Ebitda di circa il 3%, a causa della debolezza del mercato domestico legata ai fattori sopra citati.
Guidance
“Tuttavia, ci aspettiamo che la società confermi la guidance per l’intero 2026 sul mercato domestico (crescita dei ricavi tra l’1% e il 2% e circa +4% dell’Ebitda), poiché questa stagionalità negativa nel primo semestre era già stata segnalata. Ci aspettiamo un Ebitda domestico debole nel primo trimestre, a causa della prevista rimodulazione (phasing) dei contratti MVNO, e una conferma della guidance con una stagionalità positiva nella seconda metà dell’anno (2H). “Abbiamo apportato lievi modifiche alle stime per gli esercizi 2026 e 2027 e confermiamo il rating e il target price, che si basa sull’offerta pubblica di acquisto di Poste (0,167 euro in contanti più 0,0218 nuove azioni PST valutate al nostro target price)”, spiega Akros.
Secondo Equita, “sull’anno riteniamo che la guidance FY rimanga fattibile, nonostante un iniziale impatto da MVNO un po’ più pesante delle nostre iniziali aspettative, per cui abbiamo confermato le stime domestiche e aggiornato TIM Brazil incorporando un EUR-BRL a 6.0 (da 6.31).
Le controllate
Nel dettaglio, TIM Consumer dovrebbe registrare una diminuzione del fatturato di circa il 4% a causa della fine di alcuni contratti wholesale, mentre Tim Enterprise e Tim Brasil dovrebbero riportare una crescita organica dei ricavi a una cifra media (mid-single digit), in linea con le performance precedenti. L’ebitda organico sarà negativamente influenzato dalla performance domestica, trainata dal segmento consumer, mentre in Brasile è attesa una crescita a una cifra media.
Il debito netto è previsto in aumento di circa 450 milioni su base trimestrale, con un EFCF negativo per circa 400 milioni di euro, a causa della normale stagionalità del capitale circolante (NWC), dell’impatto negativo delle modifiche alle politiche IVA e degli effetti dei pagamenti anticipati ricevuti nel 4° trimestre 2025.
I numeri di Equita
A livello domestico ci aspettiamo ricavi in calo dell’1% a 2,22 miliardi (+1.5% escludendo impatto MVNO); Service revenues domestici stabili a 2,063 miliardi (+2.7% escludendo impatto MVNO), con Consumer -4.3% (impatto MVNO) ed Enterprise +8.2% (anche grazie al beneficio temporaneo dei ricavi legati alle olimpiadi Milano-Cortina). L’Ebitda scenderà dell’8% a 403 milioni (+4% escludendo impatto MVNO) con investimenti scarichi (-17% a € 200mn). A livello di gruppo cui ci aspettiamo quindi ricavi su dell’1.2% a 3,3 miliardi; Service Revenues su del 2.3% a 3,140 miliardi ed Ebitda in calo dell’ 1.7% a 801 milioni.
La partita sulla fibra
Fibercop e Open Fiber al lavoro su potenziale accordo commerciale. Secondo quanto riportato dalla stampa, FiberCop e Open Fiber starebbero lavorando a un MoU con la finalità di ottimizzare gli investimenti e regolare i rapporti commerciali tra le due aziende. La proposta sarebbe stata inviata da KKR prima di Pasqua a Cdp e Macquarie e avverrebbe sotto la regia del Mef e in particolare del direttore generale dell’Economia Francesco Soro. L’articolo parla di posizioni iniziali piuttosto distanti tra le parti, ma di un successivo avvicinamento che potrebbe quindi portare a un esito positivo.
L’opzione di un accordo commerciale tra le parti era emersa più volte in passato, vista anche la minore complessità realizzativa rispetto a una vera e propria combinazione.
“Riteniamo che, nel caso in cui FiberCop e Open Fiber raggiungano un accordo (anche senza una fusione completa) con sinergie associate entro la fine dell’anno, Tim potrebbe potenzialmente ricevere una compensazione sotto forma di earnout da KKR”, commenta Akros.