Tim: ok dell’Antitrust all’ingresso di Poste. Un sodalizio che funziona in Borsa
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L’atteso parere dell’Antitrust sull’ingresso di Poste Italiane in Tim è arrivato. Un via libera senza condizioni da parte dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) all’acquisizione del 15% delle azioni del gruppo Tlc da parte di Poste Italiane.
Un’unione che continua a convincere anche la Borsa che premia i due titoli che sono nella top ten dei migliori del Ftse Mib da inizio anno. In particolare, Telecom Italia è reduce da un rialzo di circa il 77% ytd con gli analisti mantengono una view positiva sul titolo.
Via libera dell’Antitrust all’ingresso di Poste in Tim
Ieri Poste Italiane hanno annunciato di avere incassato il via libera (senza condizioni) all’ingresso in Telecom Italia.
“In relazione all’acquisizione del 15% delle azioni ordinarie di Tim, comunicata all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) il 21 maggio 2025, all’esito della quale Poste Italiane detiene il 24,81% delle azioni ordinarie di Tim, la società comunica che, nella seduta del 3 settembre 2025, l’AGCM ha deliberato di approvare senza condizioni l’operazione e, dunque, di non procedere all’avvio dell’istruttoria, in quanto essa non ostacola in misura significativa la concorrenza effettiva nei mercati interessati e non comporta la costituzione o il rafforzamento di una posizione dominante“, si legge in una nota diffusa dalla società guidata da Matteo Del Fante.
Posto anche questo tassello, secondo gli operatori il mercato si concentrerà ulteriormente sulla nuova governance di Tim e sullo sviluppo delle sinergie commerciali tra il gruppo guidato da Labriola e Poste.
Akros conferma rating su Tim e Poste
Dopo l’annuncio, gli analisti di Banca Akros hanno confermato la valutazione su Tim, con target price a 0,48 e rating buy, ma anche quella su Poste Italiane con una raccomandazione accumulate e prezzo obbiettivo di 20 euro.
Nel report odierno, soffermandosi su Tim, gli analisti hanno citato altri due spunti per il titolo. Il primo, l’annuncio di un evento per gli analisti il 2 ottobre incentrato su Tim Enterprise, e il secondo che riguarda l’intervista all’amministratore Delegato di Cellnex Italia, Federico Protto.
Quest’ultimo ha dichiarato a “Il Sole 24 Ore” “In Italia quattro reti mobili sono troppe. Anche tre possono non essere sostenibili, rendendo tutto il sistema inefficiente. Se non si riesce a procedere con il consolidamento delle società nel settore delle Tlc, quantomeno si può iniziare a ragionare su un modello di condivisione delle infrastrutture”.
Per Tim Enterprise sotto la lente l’evento “Unboxing TIM Enterprise” del 2 ottobre includerà una visita guidata a uno dei data center più avanzati di Tim, demo live di piattaforme basate su intelligenza artificiale e sessioni di approfondimento con il management. “Tim Enterprise ha generato ricavi per circa 1,6 miliardi di euro nel primo semestre del 2025 (24% del gruppo e 35% delle operazioni nazionali)”, segnalano da Akros.
All’inizio di agosto anche Pietro Labriola, amministratore delegato di Tim, aveva parlato, ricordano gli esperti, del potenziale di generare efficienze sulle reti mobili attraverso la condivisione delle infrastrutture”.
Tim e Poste, un 2025 di rialzi in Borsa
Il 2025 è stato un anno decisamente positivo in Borsa per Tim, trainata proprio dalle novità nella governance (l’uscita di scena dei francesi di Vivendi e l’arrivo di Poste). Il titolo della tlc italiana è tra le migliori del Ftse Mib (alle spalle di Iveco e Leonardo), con un rialzo da inizio anno del 77% circa. Nella top ten dei migliori del listino milanese c’è anche Poste Italiane che mostra una crescita di quasi il 45% ytd.
Due titoli che restano nel radar degli analisti. Per Poste, attualmente il consenso Bloomberg vede 9 buy, 7 hold e 1 sell sul titolo con un target price medio a 19,59 euro. Per Tim, invece, il “rating consenso” è così posizionato: 13 buy, 6 hold e 2 sell (target price medio a 0,45 euro).