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TIM firma accordo con i sindacati per 1300 prepensionamenti: sindacati soddisfatti

TIM ha firmato l’accordo con i sindacati per l’uscita volontaria di 1300 dipendenti.

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TIM si accorda per l’uscita volontaria di 1300 dipendenti attraverso prepensionamento. Intesa giudicata positivamente dai sindacati.

TIM firma coi sindacati un accordo per l’uscita volontaria di 1.300 dipendenti, che avverrà nel corso del 2021, attraverso uno schema di prepensionamento.

L’accordo tra TIM e i sindacati si basa sulla volontarietà dei dipendenti TIM, che hanno accolto l’uscita in autonomia, e che consentirà di intervenire sul mix generazionale dell’azienda e di aprire nuove posizioni per figure professionali specifiche, necessarie allo sviluppo dell’azienda. In particolare, si potranno così inserire nell’organico nuovi professionisti utili a supportare le iniziative di innovazione e digitalizzazione del paese.

L’accordo tra TIM e i sindacati punta all’innovazione e digitalizzazione

TIM ha stilato l’accordo assieme ai sindacati, mettendo al centro la volontà di rilanciare il business in un mercato duramente colpito dalla crisi causata dal Covid-19, ed è stato possibile grazie all’accoglimento favorevole all’uscita da parte dei dipendenti. I 1.300 lavoratori hanno tutti accettato volontariamente e verranno accompagnati da TIM in un percorso di prepensionamento, avvalendosi di sistemi di welfare aziendale.
In Italia TIM conta più di 40 mila dipendenti, rispetto ai circa 50 mila totali, dimostrando quanto il paese ricopra un ruolo fondamentale all’interno del gruppo.
L’obiettivo principale dell’accordo è quello di favorire un incremento dei i risultati dell’azienda, permettendo a quest’ultima l’assunzione di nuove figure professionali tutelando, al contempo, le figure in uscita, perseguendo servizi sempre più innovativi che rispondano alle nuove e crescenti necessità di privati, aziende e anche pubblica amministrazione in Italia. TIM potrà così anche accelerare il proprio impegno per la digitalizzazione del paese, facendo spazio all’inserimento futuro di nuove figure professionali specifiche, necessarie alla trasformazione dei servizi offerti.
 

TIM: la risposta dei sindacati è positiva

TIM ha lavorato insieme ai sindacati per stilare un accordo positivo per entrambe le parti. Infatti, con il presente accordo, firmato in seguito all’accettazione volontaria dei dipendenti, si pongono anche le basi per la crescita futura della forza lavoro in TIM.
Riccardo Saccone, in rappresentanza della CISL, commenta infatti che: “L’accordo si inquadra nel più generale processo di revisione del mix generazionale. Ora attendiamo la presentazione ufficiale del piano di impresa. Resta fermo che per noi la re-industrializzazione di TIM e il successo del processo di superamento del digital divide passano per la realizzazione del memorandum siglato fra azienda e Cdp.”
Come lui anche gli altri rappresentanti dei sindacati sono intervenuti favorevolmente, riconoscendo la validità dell’intervento e quelli che potranno essere i riscontri futuri per i lavoratori TIM.
“L’accordo sottoscritto – afferma Luciano Savant Levra, segretario nazionale della Uilcom Uil è importante perché si inserisce nel percorso di uscite volontarie delle lavoratrici e lavoratori con maggiore anzianità, un percorso non traumatico che permette di alleggerire gli organizi dell’ex monopolista.” 
Giorgio Serao, segretario nazionale Fistel Cisl ha invece affermato: “In continuità con gli accordi precedenti abbiamo sottoscritto l’uscita di 1.300 lavoratori in isopensione, e prorogato la mobilità volontaria per altri circa 170 lavoratori. L’accordo va nella direzione di cambiare il mix generazionale; ora siamo in attesa del piano industriale TIM per verificare la continuità di investimenti infrastrutturali, fondamentali per la trasformazione digitale. Investimenti sui quali siamo particolarmente attenti perché rappresentano la vera garanzia per il mantenimento del perimetro occupazionale di TIM.”