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TIM +3% in Borsa, rumor: fusione rete fissa con Open Fiber sotto regia CdP entro fine 2020

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Telecom Italia in rialzo di quasi +3% a Piazza Affari a 0,37 euro, dopo il dossier affrontato da Affari & Finanza, che indica CdP (Cassa depositi e prestiti) come il promotore chiave della fusione tra le reti fisse di TIM e Open Fiber, viste le sue partecipazioni del 10% in Telecom e del 50% in Open Fiber. Dell’articolo parlano oggi gli analisti di Banca IMI, che ha un rating “buy” sull’azione, con target price a 0,62 euro.

“Stando all’articolo – scrivono gli analisti di Banca IMI – l’accordo potrebbe essere finalizzato entro la fine del 2020. L’entità risultante dalla fusione potrebbe essere controllata dal CdP, in modo che vengano garantiti la neutralità del network e il controllo in mani italiane. Tra gli operatori telecom che userebbero la rete, oltre a TIM, Vodafone, Fastweb e Wind3, l’articolo menziona Sky a partire dal prossimo 16 giugno e Iliad da settembre. Secondo le fonti, CdP nominerebbe il nuovo cda di TIM nel 2021, dopo aver raggiunto un “compromesso” con Vivendi. La stessa fonte ricorda che il mandato del ceo di CdP Palermo scadrà nel 2021.

L’articolo conclude sottolineando che la struttura dell’accordo e la governance della nuova entità risultante dalla fusione devono essere ancora definiti.

Sulla base di queste informazioni, gli analisti di Banca Imi scrivono che “l’articolo di A&F non fornisce molte notizie in più, a parte la scadenza per il raggiungimento di un accordo entro la fine del 2020”.

Viene inoltre segnalato il rumor che contempla l’ingresso di Iliad nella rete fissa a partire da settembre, ipotesi che appare ottimistica. Così come si legge nell’articolo, “il controllo della rete e la governance rimarrebbero le questioni più spinose”.