Notizie Notizie Mondo Tesla, con l’ok al maxi compenso trionfa il mito di Elon Musk. Ma il vero test sarà nei prossimi trimestri

Tesla, con l’ok al maxi compenso trionfa il mito di Elon Musk. Ma il vero test sarà nei prossimi trimestri

7 Novembre 2025 12:25

L’assemblea annuale degli azionisti che si è tenuta ad Austin ha segnato un passaggio chiave nella storia recente di Tesla. Con circa il 75% dei voti favorevoli, gli azionisti hanno approvato il nuovo piano di compensi destinato a Elon Musk, un pacchetto potenziale vicino al trilione di dollari, strutturato in dodici tranche di azioni condizionate al raggiungimento di obiettivi finanziari e industriali molto ambiziosi.

Un voto che arriva nonostante i pareri contrari di importanti advisor di corporate governance, come ISS e Glass Lewis, e che di fatto conferma una posizione: Musk resta il perno attorno a cui ruota l’intero progetto Tesla.

Tesla: ok al maxi compenso per Musk

La fortuna di Musk ha vissuto un anno altalenante. A gennaio, quando ha partecipato all’insediamento del presidente Donald Trump, ammontava a circa 450 miliardi di dollari, ma ha iniziato un rapido declino quando le posizioni politiche del CEO, tra cui un ruolo di rilievo presso il Dipartimento per l’efficienza governativa, hanno allontanato molti potenziali acquirenti di Tesla. La successiva faida tra i due ha fatto precipitare  le azioni Tesla, lasciando Musk con la seconda peggiore perdita giornaliera mai registrata dal Bloomberg Billionaires Index.

Da allora la sua ricchezza è risalita, aiutata dalla ripresa delle azioni Tesla e dal boom delle valutazioni delle sue aziende private,  tra cui xAI e SpaceX. Il nuovo pacchetto ha suscitato le critiche di alcuni detrattori di lunga data di Musk,  tra cui il controllore dello Stato di New York Thomas DiNapoli, che giovedì ha affermato che si trattava di “una retribuzione per un potere incontrollato, non una retribuzione per i risultati ottenuti”. Il senatore del Vermont Bernie Sanders ha definito il piano “totalmente assurdo”. “La gente non può permettersi l’affitto, non può permettersi l’assistenza sanitaria, non può permettersi la spesa, non può permettersi di andare in pensione con dignità”, ha detto Sanders ai giornalisti. “E stiamo parlando di un uomo che possiede già più ricchezza del 52% delle famiglie americane più povere e che sta diventando ancora più ricco”.

Cosa significa il nuovo pacchetto retributivo accordato a Musk

Con il nuovo piano da un trilione di dollari, il matrimonio tra Musk e Tesla è stato rinnovato: un patto decennale che fonde visione e controllo, promessa e potere” sostiene Gabriel Debach, market analyst di eToro, secondo cui gli azionisti non hanno votato solo un pacchetto retributivo, ma una visione, riaffermando il ruolo di Musk come motore della trasformazione aziendale.

La presidente Robin Denholm ha parlato di “inflection point”, un punto di svolta nella traiettoria di Tesla: l’azienda, secondo lei, ha ormai compiuto la missione originaria di accelerare la transizione verso l’elettrico. Ora, la nuova frontiera è ciò che Musk definisce “abbondanza sostenibile”.

La visione, infatti, è più ampia del settore automotive. Il prossimo capitolo prevede robot che lavorano nelle fabbriche e nelle case, flotte di taxi autonomi che ridisegnano la mobilità urbana e infrastrutture AI verticalizzate che permettono di superare la dipendenza dai fornitori tradizionali. Tesla non si propone più solo come costruttore di auto avanzate, ma come piattaforma industriale di intelligenza fisica distribuita.

Robotaxi e Optimus: la scommessa sull’economia del prossimo decennio

L’obiettivo quindi, sostiene Debach, non è solo economico, ma ideologico: “portare la capitalizzazione da 1,4 a 8,5 trilioni di dollari in dieci anni, immettere nel mercato un milione di robotaxi e altrettanti robot umanoidi Optimus. Un piano che, se raggiunto, riscriverebbe la scala dell’industria e, di riflesso, quella del potere tecnologico globale”.

Durante l’assemblea, Musk ha illustrato una roadmap serrata: la produzione del primo veicolo progettato per funzionare senza volante e pedali dovrebbe avviarsi nell’aprile 2026, mentre il robot umanoide Optimus potrebbe raggiungere la scala industriale nello stesso anno. L’obiettivo di costo – intorno ai 20.000 dollari per unità – sarà cruciale per misurare la sostenibilità del progetto.

Non si tratta solo di innovazione tecnologica, ma di una trasformazione economica. Se robotaxi e robot umanoidi dovessero raggiungere un’adozione diffusa, Tesla si troverebbe in posizione dominante in un mercato che oggi esiste solo sulla carta. Il valore del titolo, in questo scenario, diventerebbe una scommessa sulla capacità dell’azienda di costruire e monetizzare infrastrutture robotiche su larga scala.

L’intelligenza artificiale come leva strategica

Un passaggio centrale dell’assemblea ha riguardato il nuovo chip AI5, progettato internamente da Tesla. Musk ha dichiarato che le prestazioni saranno comparabili ai sistemi più avanzati disponibili oggi, ma con costi drasticamente inferiori. La produzione è distribuita tra TSMC e Samsung, ma non è esclusa la costruzione di una fabbrica dedicata: una “Terrafactory” pensata per diventare una piattaforma produttiva globale di calcolo ai limiti dell’autosufficienza.

Se l’azienda riuscisse in questa integrazione verticale – auto, hardware, software e silicio sotto lo stesso tetto – potrebbe consolidare un vantaggio competitivo difficilmente replicabile.

Ma rovescio della medaglia, Tesla deve fare anche i conti con una domanda in Europa che è più debole e dove la concorrenza cinese si fa più aggressiva. Ma Tesla resta un asset profondamente emotivo: un titolo che incorpora speranza, timore, prospettiva e biografia del suo fondatore. È più una scommessa sul futuro che una fotografia del presente.

“Il voto di ieri ha sancito il trionfo del mito; i prossimi trimestri diranno se l’esecuzione sarà all’altezza del mito stesso. Perché anche le leggende, quando entrano in bilancio, devono tornare a sommare” conclude Debach.